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		<title>Io e Grifonissima ci siamo detti&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facciamola breve, io amo questa gara e questa gara – piuttosto dura – ama me. Mi ha esaltato e mi ha detto “ragazzo, corri veloce!” quando vinsi all&#8217;esordio nel 2006 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamola breve, io amo questa gara e questa gara – piuttosto dura – ama me.</p>
<p>Mi ha esaltato e mi ha detto “ragazzo, corri veloce!” quando vinsi all&#8217;esordio nel 2006 facendo secchi atleti più blasonati.</p>
<p>Mi fece dire “però, corro veloce!” quando vinsi con record nel 2008 mettendo in riga anche forti stranieri.</p>
<p>Mi fece desiderare un ritorno vittorioso con gli argenti del 2007 e del 2009.</p>
<p>Non mi tolse la voglia di tornare nel 2010 quando finii gambe all&#8217;aria in una caduta e nel 2011 quando ero lontanissimo anche dalla semplice idea di “atleta in forma”&#8230;</p>
<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="Vittoria per distacco!" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120513_grifonissima_fotosamuelbottega-3.jpg?1100163475" alt="Vittoria per distacco!" width="350" height="232" />Tris, vittoria numero tre. Non vado velocissimo, ma è bastato per il gradino più alto del podio. Stavolta nessuna esaltazione o delusione. Ma io e la Grifonissima ci siamo scambiati due parole anche quest&#8217;anno, per dirci e dire a tutti quanto è bello ritrovarsi in Corso Vannucci la seconda domenica di maggio di ogni anno. Dove risiede il fascino di questa gara?</p>
<p>È una competizione prestigiosa con un albo d&#8217;oro di tutto rispetto nella quale il podista si può confrontare con Atleti con la “A” maiuscola.</p>
<p>È un percorso impegnativo che richiede capacità d&#8217;interpretare il tracciato e di gestire le proprie forze. Per chi non è bravissimo nel dosare lo sforzo, è una scuola di corsa!</p>
<p>È una passeggiata colorata per migliaia di persone, migliaia di ragazzini delle scuole e tanti simpatici animali domestici a quattro zampe e scodinzolanti.</p>
<p>È una festa musicale nello stadio Santa Giuliana gremito, dove si balla e si applaudono gli atleti competitivi all&#8217;arrivo.</p>
<p>È una mattinata sul prato, una specie di “Urban Picnic” da guinness dei primati!</p>
<p>Sono alcune ore trascorse in un&#8217;atmosfera serena: dal più veloce dei competitivi al campione dei CUS fino al lumacone che percorre il tracciato della non competitiva con tanto di soste caffé&#8230; tutti nella stessa barca, tutti nell&#8217;arena del Santa Giuliana!</p>
<p>Domenica scorsa Grifonissima mi ha detto “bentornato sulle mie strade, mi aspetto il meglio da te” e io ho replicato ricordandole che “non potevo non tornare, è qui che raccolgo il meglio di me e lo metto a disposizione delle mie gambe”.</p>
<p><img style="margin: 5px; float: right;" title="Il podio!" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120513_grifonissima_fotospoletini-4.jpg?36608040" alt="Il podio!" width="350" height="232" /></p>
<p>Una nota speciale per i ragazzi del podio maschile: con me sono saliti al secondo posto Salvatore Calderone, campione europeo master di mezza maratona e per la prima volta a medaglia nella Grifonissima dopo tante partecipazioni con la maglia del CUS Torino. Bravo Salvatore, forte corridore, avversario sempre leale e amico sempre capace di consigli sensati! Terzo e miglior umbro il tifernate Andrea Lucchetti, a dispetto dei 36 anni nome nuovo del nostro mezzofondo: bravo perchè coraggioso. Non ha vinto ma ha provato a mettere il naso davanti e a portare a casa il risultato pieno: è l&#8217;atteggiamento giusto, quello del mettersi in discussione!</p>
<p>Podio femminile molto qualificato con la forestale Silvia La Barbera a vincere e convincere con un notevole crono di 42&#8217;07”. Silvia batte sul campo forti avversarie come l&#8217;etiope Abera Fisseha e la plurimedagliata triatleta Elena Maria Petrini (giovanissima ma già un oro mondiale junior e un bronzo continentale all&#8217;attivo), in una gara qualificatissima con campionesse del calibro di Simona Viola (maratoneta da 2h33&#8242; e molte maglie azzurre sulle spalle) e Francesca Dottori (vincitrice nel 2011) fuori dalle medaglie.</p>
<p>Chissà quanti chilometri, a occhio e croce dovrei aver passato quota 80.000! Sono ormai nel 20° anno di attività, due terzi della mia vita passati in corsa. Io e la corsa non ci siamo mai traditi. Io e la Grifonissima nemmeno.Ho portato con me Amani for Africa (www.amaniforafrica.org) sul podio. E anche questa è una piccola soddisfazione in attesa di Grifonissima numero 33!</p>
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		<title>Terzo tempo similpodistico&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:06:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci metto poche righe, le ragiono poco ma le scrivo col cuore. Ho raccontato la Strongman Run per come ha lasciato segni sulle mie membra e nel mio animo, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci metto poche righe, le ragiono poco ma le scrivo col cuore. Ho raccontato la Strongman Run per come ha lasciato segni sulle mie membra e nel mio animo, ma ho parlato di un&#8217;esperienza limitata a qualche ora, alla gara in sé e per sé&#8230;<br />
Una Strongman Run è qualcosa che va al di là. È tempo prima del cronometro. È tempo più che cronometro. Intendo dire che inizia molto prima e termina molto dopo.<br />
Inizia con mesi di attesa e “preparativi”, finisce (o forse non finisce) con racconti, ricordi e aneddoti riportati a distanza di mesi. Inizia in senso più stretto con il trasferimento verso il luogo della competizione (per noi Gazzetta Runners un lunghissimo viaggio in pulmann) nel quale si comincia a “fare gruppo” e durante il quale comincia a salire la tensione. Sono i prodromi dell&#8217;esperienza adrenalinica al sapore di menta, quella delle Fisherman&#8217;s Friend, che – per inciso – son le mie caramelle preferite da sempre. In senso più stretto finisce con il viaggio a ritroso verso casa, più ricchi e cementati nello spirito di gruppo.<br />
Tra un viaggio e l&#8217;altro, ci sono il villaggio di gara, la preparazione delle maglie, chiacchiere infinite, cibo e partite a calcio balilla (a proposito, mi s&#8217;incrociavano gli occhi sul quel calcio balilla&#8230; cos&#8217;era? Strabismo di Venere??? I più informati mi dicono “birra”&#8230;), una lauta colazione, una camminata fino alla zona di partenza tra i box di Formula 1, l&#8217;attesa un po&#8217; nervosetta, qualche sorriso per stemperare&#8230;<br />
Colpo di cannone: gioie e dolori, soprattutto dolori.<br />
Corsa a perdifiato.<br />
Striscione del traguardo: gioie e dolori, soprattutto gioie!<br />
Siamo già nel post-gara con i compagni che arrivano, quelli che sono già arrivati, lo spettacolo d&#8217;arte varia ed eventuale di tizi e tizie vestiti in modo stravagante ed essi pure cementati da spirito goliardico e solidale, ma anche da discrete incrostazioni di fango e sabbia! Un freddo cane, le mani che tremano incontrollate, i piedi gelati e – nel mio caso – il vento che soffia tra crapa pelata e orecchie a sventola! Poi un box caldo o una stanza d&#8217;albergo, una doccia infinita e bollente&#8230;<br />
Manca giusto una specialità di altri sport, di quegli altri sport intelligenti: quelli che finito il momento agonistico ti ricordano che in fondo è solo un gioco e che si gioca tutti insieme nella stessa arena. Un bel “terzo tempo”, come son soliti chiamarlo gli energumeni della palla ovale. E il nostro terzo tempo è una serata di musica a palla, con un mixaggio sincopato e con i bassi un po&#8217; troppo pompati&#8230; proprio quello che ti aspetti da una discoteca tedesca, così come ti aspetti gran boccali di birra e biondine/one&#8230; Brindisi e balli per ore, ancora insieme, ancora pieni di energia, la forza del collettivo.<br />
Per ematomi, tagli, graffi, giunture scricchiolanti e muscoli dolenti c&#8217;è tempo domani&#8230; (anche se – per dirla tutta – domani è già oggi&#8230; ahia!).</p>
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		<title>Non suonano le primule</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:31:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[É un flashback infantile. &#8220;Flash-back&#8221;, una delle primissime contaminazioni linguistiche inglese-italiano entrate nell&#8217;uso scolastico, quando la maestra Edda a lezione introduceva neologismi sebbene le direttive ministeriali invitassero ancora ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">É un flashback infantile. &#8220;Flash-back&#8221;, una delle primissime contaminazioni linguistiche inglese-italiano entrate nell&#8217;uso scolastico, quando la maestra Edda a lezione introduceva neologismi sebbene le direttive ministeriali invitassero ancora ad un purismo letterario oramai scappato dal tempo. Quando si (ci) faceva &#8220;religione&#8221; parlando di religioni e ricchezza nella diversità di credo, colori e opinioni&#8230;</p>
<p>Non suonano le primule. Passeggio in media montagna, nella natìa Valtrompia: Polaveno, Zoadello, Santa Maria del Giogo, Domaro. Sono i luoghi di tante domeniche da ragazzo, intorno alla casupola di uno zio. Scorazzando per mulattiere e sentieri raccoglievo primule gialle, stringevo delicatamente tra le labbra la corolla del fiore, inspiravo dolce polline ed espiravo impercettibilmente. Soffiavo quanto bastava perché la corolla diventasse trombetta e generasse uno stridulo squillo. Pepperepé.</p>
<p><img class="aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Rana o rospo, pozza in loc. Domaro" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/foto-di-servizio-per-sito/img-20120510-00685.jpg?415441345" alt="Rana o rospo, pozza in loc. Domaro" width="568" height="136" /></p>
<div>Niente carica ieri, non c&#8217;erano primule da suonare nella mia passeggiata da uomo&#8230; però c&#8217;era almeno una rana. Cantava lei e bastava per tutto!</div>
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		<title>Ich bin kein Mensch, ich bin Dynamit!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:48:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Nietzsche del titolo passo a certe variopinte espressioni metaforiche che ci ricordano alcuni principi esperienziali sul come stare al mondo ed affrontare le nostre giornate, come fossero moniti: “stai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Nietzsche del titolo passo a certe variopinte espressioni metaforiche che ci ricordano alcuni principi esperienziali sul come stare al mondo ed affrontare le nostre giornate, come fossero moniti: “stai coi piedi per terra”, “per capire devi prima sbatterci la testa”, “non fare come il bue che dà del cornuto all&#8217;asino”, “quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini”, etc&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Beh, c&#8217;è una gara che ti spiega in concreto cosa intendesse il filosofo quando esclamava “io non sono un uomo, io sono dinamite!” e cosa significhino le sopraccitate frasette d&#8217;uso comune. Però devi avere delle doti: coraggio, incoscienza, capacità di soffrire sempre e comunque (fondo e testa), capacità di gioire sempre e comunque (un sorriso e un guizzo di follia nello sguardo).</p>
<p><img class="aligncenter" style="float: left; margin: 5px;" title="StrongmanRun 2012 - tuffo!" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/7148058127_dab897f7cc_o.jpg?938140657" alt="StrongmanRun 2012 - tuffo!" width="450" height="300" />Ci vogliono attitudine tragica e spirito comico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Fisherman&#8217;s Friend Strongman Run è un po&#8217; tutto questo, condito con un potere di socializzazione straordinario, per via della solidarietà che i partecipanti dimostrano aiutandosi l&#8217;un l&#8217;altro nel superamento degli ostacoli e per l&#8217;irrefrenabile desiderio di condividere esperienze e ricordi nel post-gara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diamo i numeri: oltre 12000 partenti, 22 km su 2 giri con 15 ostacoli artificiali per ciascun giro. Siamo al Nürburgring, mitico circuito motoristico nella Renania-Palatinato, in Germania. Il castello di Nürburg (ben 165 abitanti!!!) non si intravede nemmeno, tra nebbia fitta, pioggia battente e colline verdi di conifere e latifoglie. S&#8217;intuiscono inverni rigidi ed estati ventilate. Si respirano odori di resina e nell&#8217;aria non fluttuano i pollini di pioppo che ricoprono la pianura padana&#8230;</p>
<p>Il clima è da impresa eroica. Sabato 5 maggio, mattina, per un interista come me è una data che sul calendario non dovrebbe più esistere&#8230; ma bando alle ciance! Non è giornata da sfottò calcistici. Oggi si corre. Oggi si danza sotto la pioggia. Oggi è il giorno in cui si prova a spiccare il volo nonostante il piumaggio fradicio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra un ostacolo e l&#8217;altro non si corre come spero io che vorrei far valere le mie “doti” da mezzofondista stradale. È una specie di cross senza fine, con saliscendi continui e insidiosi per fango e scivolosità, con prati e vie di fuga in ghiaia, con un asfalto così perfetto da essere viscido sotto i tacchetti da trail&#8230; La scelta delle scarpe è sbagliata, capisco subito che oggi correre forte non è importante: ci vogliono lucidità ed equilibrio, polmoni prima che muscoli elastici! Partenza “a manetta”, il quad/regia è inseguito da un intrepido cavernicolo che brandisce tanto di tibia di brontosauro e ascia di pietra! Urla “no pain, no glory!” e poi scoppia. Discesa-salita-discesa, ancora su asfalto e il primo mille è sotto i 3&#8242;, ma siamo sull&#8217;asfalto e scivolo e le gambe non rispondono come vorrei (anche se le chiamo forte!). Non fa nulla, sarà una pugna durevole!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="FFSR 2012 craniata Niagara Falls" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120505_ffsr_miniature-22.jpg?1440889812" alt="FFSR 2012 craniata Niagara Falls" width="248" height="165" />Non posso raccontare tutto, ci vorrebbero ore e forse anche parole che non ho, che nemmeno esistono! Versi animaleschi&#8230; Affido la cronaca a quanto scrissi nell&#8217;immediato dopogara in linguaggio da messaggino cellulare: “<span style="color: #ff0000;"><em>Nurburgring.Partenza a razzo con uno vestito da cavernicolo,poi ho perso i primi 3 su un percorso fangoso e durissimo.M sn giocato le posizioni dalla4*alla6*fino al km13 poi sn cominciati i doppiaggi e doppiando 12.000tizi/e snz cedere alla tentazione d tagliare parti d tracciato sn finito &#8220;inspiegabilmente&#8221;25*(i doppiaggi m sn costati 20&#8242;ca considerato il secondo giro in 25&#8242;+del primo giro). Top 5? 1.Craniata contro la sbarra e scivolo d&#8217;acqua in semi-incoscienza 2.Piscina a7gradi,40m misto stile/rana 3.Muro d legno saltato cn balzo felino! 4.ritrovamento del pneumatico d Alonso 5.arrivo volante e posizione sulla testa sotto lo striscione del traguardo.Tutto ADRENALINA pura!Ora&#8230;tutto rotto!</em></span>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dapprincipio andavo per luoghi comuni&#8230; Il grillo parlante ogni giorno mi intima di “stare coi piedi per terra”, ma come faccio se finisco spesso gambe all&#8217;aria falciato da gente cui passo di fianco e che scivolando nel fango trascina a terra anche me? Come faccio se per sentire i polmoni strizzarsi nel gelo della piscina provo a spiccare il volo lanciandomi in un tuffo “plastico”? Come faccio se taglio il traguardo in “sirsasana”? Come faccio se per camminare su una rete di corda devo fare l&#8217;acrobata? È tutto un equilibrio sopra la follia&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="StrongmanRun 2012 - sirsasana" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120505_ffsr_tito-3.jpg?1935815059" alt="StrongmanRun 2012 - sirsasana" width="376" height="250" />Se non ho potuto dar retta al grillo, devo dire che invece la testa l&#8217;ho sbattuta eccome! Devo essere uno strongman con il cranio robusto, a giudicare dal fatto che non sono morto dopo l&#8217;impatto violentissimo con una barra di metallo in cima allo scivolo dell&#8217;ostacolo no. 6 denominato “Niagara Falls” (a proposito, tutti gli ostacoli nella descrizione di “Tuq” sul blog <a href="http://www.corroergosum.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=291:strongman-run-gli-ostacoli&amp;catid=2:news&amp;Itemid=182" target="_blank">corroergosum.it</a> ).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi l&#8217;emozione di essere un duo di “Tito” nel team Gazzetta Runners con quel cornutazzo di Tito Cantarella (naturalmente l&#8217;allusione è esclusivamente al costume da diavolo con tanto di mantello svolazzante&#8230; anche lui è uno che di tenere i piedi per terra non ne vuol sapere&#8230;). Ecco, uno è il bue e l&#8217;altro l&#8217;asino del detto popolare! Dalle propaggini temporali potete dedurre&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: right; margin: 5px;" title="FFSR 2012 yogaXrunners" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120505_ffsr_yogaxrunners.jpg?1119268922" alt="FFSR 2012 yogaXrunners" width="400" height="300" />Risale probabilmente a Confucio l&#8217;idea del non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Certo, le torture della strongman non sono certo da “lista dei desideri” per la vita quotidiana, ma ciascuno di noi iscrivendosi sapeva suppergiù a cosa andava incontro, sapeva di aver scelto qualcosa che non avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico&#8230; Eppure regalerei a un amico/a runner l&#8217;iscrizione a una strongman run. Cosa diceva il troglodita? “No pain, no glory!” (Senza sofferenza non c&#8217;è gloria!). Io mi permetto di tirare in ballo Bob Marley e dico anche “let&#8217;s get together and feel alright”, perchè strongman lo si diventa insieme. Da soli non c&#8217;è gusto&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono in vena di letteratura e – di fronte agli ignavi o ai fondamentalisti dell&#8217;atletica che non considerano l&#8217;idea di una strongman run – scomodo Dante i cui versi immortali faccio miei; mi rivolgo ad un ipotetico compagno di avventura e gli dico: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il video ufficiale per chi volesse un&#8217;idea complessiva della &#8220;competizione&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">Da Nietzsche del titolo passo a certe variopinte espressioni metaforiche che ci ricordano alcuni principi esperienziali sul come stare al mondo ed affrontare le nostre giornate, come fossero moniti: “stai coi piedi per terra”, “per capire devi prima sbatterci la testa”, “non fare come il bue che dà del cornuto all&#8217;asino”, “quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini”, etc&#8230;</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">Beh, c&#8217;è una gara che ti spiega in concreto cosa intendesse il filosofo quando esclamava “io non sono un uomo, io sono dinamite!” e cosa significhino le sopraccitate frasette d&#8217;uso comune. Però devi avere delle doti: coraggio, incoscienza, capacità di soffrire sempre e comunque (fondo e testa), capacità di gioire sempre e comunque (un sorriso e un guizzo di follia nello sguardo).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci vogliono attitudine tragica e spirito comico.</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">La Fisherman&#8217;s Friend Strongman Run è un po&#8217; tutto questo, condito con un potere di socializzazione straordinario, per via della solidarietà che i partecipanti dimostrano aiutandosi l&#8217;un l&#8217;altro nel superamento degli ostacoli e per l&#8217;irrefrenabile desiderio di condividere esperienze e ricordi nel post-gara.</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">Diamo i numeri: oltre 12000 partenti, 22 km su 2 giri con 15 ostacoli artificiali per ciascun giro. Siamo al N<span style="font-family: Arial, sans-serif;">ü</span>rburgring, mitico circuito motoristico nella Renania-Palatinato, in Germania. Il castello di N<span style="font-family: Arial, sans-serif;">ü</span>rburg (ben 165 abitanti!!!) non si intravede nemmeno, tra nebbia fitta, pioggia battente e colline verdi di conifere e latifoglie. S&#8217;intuiscono inverni rigidi ed estati ventilate. Si respirano odori di resina e nell&#8217;aria non fluttuano i pollini di pioppo che ricoprono la pianura padana&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il clima è da impresa eroica. Sabato 5 maggio, mattina, per un interista come me è una data che sul calendario non dovrebbe più esistere&#8230; ma bando alle ciance! Non è giornata da sfottò calcistici. Oggi si corre. Oggi si danza sotto la pioggia. Oggi è il giorno in cui si prova a spiccare il volo nonostante il piumaggio fradicio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra un ostacolo e l&#8217;altro non si corre come spero io, che vorrei far valere le mie “doti” da mezzofondista stradale. È una specie di cross senza fine, con saliscendi continui e insidiosi per fango e scivolosità, con prati e vie di fughe in ghiaia, con un asfalto così perfetto da essere viscido sotto i tacchetti da trail&#8230; Scelta delle scarpe sbagliata, capisco subito che oggi correre forte non è importante, ci vogliono lucidità ed equilibrio, polmoni prima che muscoli elastici! Partenza “a manetta”, il quad/regia è inseguito da un intrepido cavernicolo che brandisce tanto di tibia di brontosauro e ascia di pietra! Urla “no pain, no glory!” e poi scoppia. Discesa-salita-discesa, ancora su asfalto e il primo mille è sotto i 3&#8242;, ma siamo sull&#8217;asfalto e scivolo e le gambe non rispondono come vorrei (anche se le chiamo forte!). Non fa nulla, sarà una pugna duratura!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non posso raccontare tutto, ci vorrebbero ore e forse anche parole che non ho, che nemmeno esistono! Versi animaleschi&#8230; Affido la cronaca a quanto scrissi nell&#8217;immediato dopogara in linguaggio da messaggino cellulare: “<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Nurburgring.Partenza a razzo con uno vestito da cavernicolo,poi ho perso i primi 3 su un percorso fangoso e durissimo.M sn giocato le posizioni dalla4*alla6*fino al km13 poi sn cominciati i doppiaggi e doppiando 12.000tizi/e snz cedere alla tentazione d tagliare parti d tracciato sn finito &#8220;inspiegabilmente&#8221;25*(i doppiaggi m sn costati 20&#8242;ca considerato il secondo giro in 25&#8242;+del primo giro).</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em> </em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Top 5? 1.Craniata contro la sbarra e scivolo d&#8217;acqua in semi-incoscienza 2.Piscina a7gradi,40m misto stile/rana 3.Muro d legno saltato cn balzo felino! 4.ritrovamento del pneumatico d Alonso 5.arrivo volante e posizione sulla testa sotto lo striscione del traguardo.Tutto ADRENALINA pura!Ora&#8230;tutto rotto!</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">”.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dapprincipio andavo per luoghi comuni&#8230; Il grillo parlante ogni giorno mi intima di “stare coi piedi per terra”, ma come faccio se finisco spesso gambe all&#8217;aria falciato da gente cui passo di fianco e che scivolando nel fango trascina a terra anche me? Come faccio se per sentire i polmoni strizzarsi nel gelo della piscina provo a spiccare il volo lanciandomi in un tuffo “plastico”? Come faccio se taglio il traguardo in “sirsasana”? Come faccio se per camminare su una rete di corda devo fare l&#8217;acrobata? È tutto un equilibrio sopra la follia&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se non ho potuto dar retta al grillo, devo dire che invece la testa l&#8217;ho sbattuta eccome! Devo essere uno strongman con il cranio robusto, a giudicare dal fatto che non sono morto dopo l&#8217;impatto violentissimo con una barra di metallo in cima allo scivolo dell&#8217;ostacolo no. 6 denominato “Niagara Falls” (a proposito, tutti gli ostacoli nella descrizione di “Tuq” sul blog corroergosum.it ).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.corroergosum.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=291:strongman-run-gli-ostacoli&amp;catid=2:news&amp;Itemid=182">http://www.corroergosum.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=291:strongman-run-gli-ostacoli&amp;catid=2:news&amp;Itemid=182</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E poi l&#8217;emozione di essere un duo di “Tito” nel team Gazzetta Runners con quel cornutazzo di Tito Cantarella (naturalmente l&#8217;allusione è esclusivamente al costume da diavolo con tanto di mantello svolazzante&#8230; anche lui è uno che di tenere i piedi per terra non ne vuol sapere&#8230;). Ecco, uno è il bue e l&#8217;altro l&#8217;asino del detto popolare! Dalle propaggini temporali potete dedurre&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Risale probabilmente a Confucio l&#8217;idea del non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Certo, le torture della strongman non sono certo da “lista dei desideri” per la vita quotidiana, ma ciascuno di noi iscrivendosi sapeva suppergiù a cosa andava incontro, sapeva di aver scelto qualcosa che non avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico&#8230; Eppure regalerei a un amico/a runner l&#8217;iscrizione a una strongman run. Cosa diceva il troglodita? “No pain, no glory!” (Senza sofferenza non c&#8217;è gloria!). Io mi permetto di tirare in ballo Bob Marley e dico anche “let&#8217;s get together and feel alright”, perchè strongman lo si diventa insieme. Da soli non c&#8217;è gusto&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sono in vena di letteratura e – di fronte agli ignavi o ai fondamentalisti dell&#8217;atletica che non considerano l&#8217;idea di una strongman run – scomodo Dante i cui versi immortali faccio miei; mi rivolgo ad un ipotetico compagno di avventura e gli dico: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”&#8230;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Nurburgring che non ti aspetti (a 5 mani)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:39:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel blog di Operazione Gasparotto (Gazzetta dello Sport), con i contributi paragiornalistici mio, di Dario &#8220;Tuq&#8221;, Andrea e Mirko e con la prestigiosa firma di Manlio &#8220;strongman&#8221; Gasparotto! &#160; Tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; margin: 5px;" title="Arrampicatore..." src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/foto-di-servizio-per-sito/1466_mk_00496.jpg?1824251656" alt="Arrampicatore..." width="248" height="166" />Nel blog di Operazione Gasparotto (Gazzetta dello Sport), con i contributi paragiornalistici mio, di Dario &#8220;Tuq&#8221;, Andrea e Mirko e con la prestigiosa firma di Manlio &#8220;strongman&#8221; Gasparotto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto il racconto <a href="http://operazionegasparotto.gazzetta.it/2012/05/07/litalia-la-gazza-noi-e-il-blog-alla-fishermans-friend-strongman-run-noi-la-gioia-di-esserci-e-il-sesto-posto/" target="_blank">cliccando qui!</a></p>
<p>A breve il mio racconto&#8230;</p>
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		<title>BAM &#8211; Ippoceronte giallo volante!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 16:38:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="Arrivo Brescia Art HM: vittoria (foto S. Beltrami)" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120311_bresciaarthm_arrivo_beltrami_pic.jpg?2122882591" alt="Arrivo Brescia Art HM: vittoria (foto S. Beltrami)" width="300" height="450" /></p>
<p>“Da quando ho imparato a camminare, mi piace correre” proclamava il superomista Nietzsche; io aggiungerei “e da allora aspiro a spiccare il volo”. Il superomismo non mi piace naturalmente, per questo il mio pezzo non vuole essere l&#8217;autocelebrazione di una vittoria, per quanto l&#8217;onore di transitare per primo sul traguardo della Brescia Art Half Marathon internazionale mi abbia gratificato moltissimo&#8230;</p>
<p>Voglio giocare con la mia esperienza di domenica scorsa per descrivere l&#8217;emozione e condividerla&#8230; Un&#8217;amica mi ha chiesto cosa si prova a tagliare il traguardo per primi. La domanda mi ha costretto a cercare dentro di me una risposta. Non certo la risposta epidermica, quella legata alla soddisfazione agonistica o alle endorfine della cavalcata solitaria o all&#8217;adrenalina della volata vincente. Senz&#8217;altro la risposta di pancia-cuore-cervello.</p>
<p>Mille volte mi sono interrogato sul significato della competizione in sé: spesso mi sono riscoperto a pensare che l&#8217;agonismo sia una forma di prevaricazione sull&#8217;avversario, come fosse una battaglia trasferita dal campo alla strada e con le armi del podista in vece di affilate alabarde&#8230;Ma una volta realizzato che vincere e perdere sono in fondo due aspetti del nostro essere umani, che da entrambe le possibilità si ricavano lezioni e si conservano stimoli emotivi, ho superato le remore legate all&#8217;essere fortemente combattivo in gara! Scelgo di essere combattivo e leale nella sfida con me stesso e con l&#8217;avversario.</p>
<p>Agguantare una vittoria dà la possibilità di condensare in pochi istanti molte emozioni e pensieri&#8230; perchè la corsa è uno sport crudele, non hai vinto finchè non hai tagliato davvero il traguardo! Basta un acciacchino a vanificare in pochi minuti un vantaggio anche di moltissimi metri costruito in molte miglia&#8230;</p>
<p><img style="float: right; margin: 5px;" title="Brescia Art HM: post-gara (foto S. Beltrami)" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/429446_10150844491975828_751280827_12587307_581052745_n.jpg?2050873189" alt="Brescia Art HM: post-gara (foto S. Beltrami)" width="250" height="374" /></p>
<p>Chiudo gli occhi e torno agli ultimi 200 metri di Brescia. Istanti fuggevoli in sequenza frenetica&#8230;</p>
<p>Ho dimenticato la maglia sociale nella nuova dimora pavese e sfoggio una maglietta giallo paperella targata “yoga X runners”. Penso alla maestra di yoga Tite che sarà contentissima di vedere la sua filosofia sportiva sbandierata in diretta TV..<br />
Il cartello del km 42, mancano meno di 200 metri! Sto andando a tutta, allo stremo delle forze! Ma – partendo dal presupposto che sono un individuo libero di scegliere e in pieno possesso delle facoltà intellettuali – mi ripeto il mio “mantra privato” delle ultime settimane: “se non avessi voluto faticare, avrei scelto un altro sport&#8230;”. E di fatiche ne sto facendo moltissime: tutti i giorni stringo i denti, mancano meno di cinque settimane alla maratona e&#8230; stavolta si spara una cartuccia buona!</p>
<p>Sono nell&#8217;ombra, lungo i portici di via Dieci Giornate, in salita. Intravedo uno squarcio di sole, è già Piazza della Loggia. Piazza inondata di sole e di atleti che hanno terminato la Brescia Ten (10 km agonistica). Camminare so camminare&#8230; correre sto correndo da un pezzo. Proviamo a volare. Sono sfinito ma apro le braccia e sbatto le ali. Per una frazione di secondo chiudo gli occhi. Ciao Max, anche oggi mi hai fatto compagnia. Nelle fatiche solitarie sei sempre qui&#8230;</p>
<p>Curva a sinistra, le ali sono ancora aperte, il sole mi bacia e la fatica se n&#8217;è già andata&#8230; facce amiche, compagni di chilometri, atleti che alleno&#8230; Riconosco alcuni: il gruppo del Brescia Marathon con Mauro e Samu “in testa”, vedo papà e mamma, scorgo Barbara che poi mi rivolgerà uno dei complimenti più belli che mi siano mai stati fatti&#8230; poi Pino Portone amico e giudice/presidente della FIDAL bresciana&#8230;</p>
<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="Brescia Art HM: podio" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/sport-action/20120311_bresciaarthm_podio1.jpg?1998930680" alt="Brescia Art HM: podio" width="352" height="250" /></p>
<p>Per qualche secondo torno al traguardo dello scorso anno, terzo in maratona, sotto la pioggia&#8230; Si ripercorre un anno di vita. Ma era già un&#8217;altra vita. Ora si guarda avanti, si progetta e si sogna, sempre di corsa&#8230; perchè – che ci crediate o no – ciascuno di noi ha il diritto di provare a volare! Occorrono coraggio, fame, un pizzico di follia e una manciata di realismo. Magari anche una bacchetta magica&#8230;</p>
<p>Io provo; cado spesso perchè non ho ali abbastanza forti, ma oso. Non è una missione impossibile, né una magnifica perdita di tempo. E&#8217; il piacere di cogliere l&#8217;attimo, senza essere anonimi o indifferenti. Celebrare ogni momento importante per quello che è! Importante per noi, gioioso o meno, ma una tappa del nostro cammino. Della nostra corsa. Del nostro volo.</p>
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		<title>Rego-lamenti, il sequel su &#8220;Correre&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 15:36:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riporto semplicemente la pagina 128 della nota rivista di settore. E&#8217; la rubrica &#8220;Diario dal Web&#8221; a cura dello scrittore podista Saverio Fattori. Opinioni dell&#8217;autore, del guru Giorgio Rondelli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto semplicemente la pagina 128 della nota rivista di settore. E&#8217; la rubrica &#8220;Diario dal Web&#8221; a cura dello scrittore podista Saverio Fattori. Opinioni dell&#8217;autore, del guru Giorgio Rondelli e mie&#8230;</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per INGRANDIRE!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/rassegna-stampa/201203_correre_tito_p120.jpg?1737610003"><img class="aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Correre, marzo 2012, p.128" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/rassegna-stampa/201203_correre_tito_p120.jpg?1737610003" alt="Correre, marzo 2012, p.128" width="400" height="569" /></a></p>
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		<title>Epistole e allenamenti segreti (da viaggio)</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 21:47:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Libero scambio epistolare tra un allenatore naif (io, Tito) e una sua assistita, nonché cara amica (che per scopi redazionali chiameremo Anna, nome di fantasia). Ho pensato ad un viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libero scambio epistolare tra un allenatore naif (io, Tito) e una sua assistita, nonché cara amica (che per scopi redazionali chiameremo Anna, nome di fantasia).</p>
<p>Ho pensato ad un viaggio che feci con mio fratello, in auto, a tappe fino a Helsingborg (Svezia). Lì mi trattenni qualche giorno (Rocco, mio fratello, invece vi rimase diversi mesi&#8230;) e trovai luoghi di allenamento di una spettacolarità unica&#8230;Non cambio nulla, il tono da dialogo informale tra “complici” è parte del modo di intendere/leggere le relazioni sociali&#8230;</p>
<p>Anna scrive&#8230;.</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Ciao coach!!!</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Ho un grande dubbio&#8230; ma, secondo te, per il 25 di marzo sarò in grado di fare la Stramilano un po&#8217; più velocemente rispetto alla Roma-Ostia? Mi piacerebbe tanto tanto!!!</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">[…segue tutta una parte di email con dettagli irrilevanti per il lettore, salvo sapere che Anna si accinge a trascorrere una settimana per lavoro in un luogo d'interesse naturalistico, un'isola…]</span></em></p>
<p>Tito scrive:</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Allora, possibilità di migliorare ce ne sono sempre, soprattutto se non ci si fa assalire dall&#8217;ansia di fare meglio (con ciò non dico che tu ce l&#8217;abbia, ma non si sa mai che in futuro ti venga&#8230;). Perciò siamo fiduciosi su Stramilano.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">E&#8217; fondamentale che troviamo il giusto mix per conciliare i chilometri e la brillantezza. Quello che mi ha detto Roma Ostia è che senz&#8217;altro ora hai un motore decisamente più potente di 5-6 mesi fa, ma mi ha anche detto che non sai ben gestire il pedale dell&#8217;acceleratore. Perciò per le prossime gare lunghe sarà importante andarci cauti nei primi chilometri, anche se a sensazione ci sembrerà di andare piano.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Quello su cui dovremo lavorare per farti &#8220;godere&#8221; il bello del correre saranno elasticità e meccanica. C&#8217;è qualcosa che non mi quadra nel tuo essere rigidissima di schiena (sei dritta come un palo mentre corri) e di bacino, il che non ti permette di aprire il passo ed essere elastica. Apertura del passo ed elasticità sono delle grandi e soddisfacenti conquiste perchè&#8230; senti la velocità! Ma questo è il compitino dell&#8217;estate.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Questa settimana parola d&#8217;ordine: &#8220;chilometri!&#8221;. Andiamo piano, ma facciamo parecchio.</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="color: #0000ff;">Quando/se vai in pista fai moooolto riscaldamento (30&#8242; almeno di corsa effettiva) e moooolto defaticamento (15&#8242; almeno).</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">mettiamo un bel progressivo, senza gps! L&#8217;orologio a lancette va benissimo&#8230; ogni quarto di giro dell&#8217;orologio (15&#8242;) acceleri un pochinino, fai 5/4 di giro, insomma 1h15&#8242;&#8230; parti piano!!!- domenica sarai già partita? Sennò 2 ore, anche pianissimo, ma due-ore-due.</span></em></li>
</ul>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Poi, in viaggio!</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Ti svelo il mio allenamento segreto da viaggio&#8230; L&#8217;ho testato molte volte in passato e sebbene sembri una cazzata non posso dire che non sortisca effetti benefici.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Sei &#8220;fuori dalle balle&#8221; e devi essere libero/a di mente, rilassato/a e l&#8217;allenamento dev&#8217;essere un momento del viaggio, un&#8217;occasione per portare a casa un ricordo positivo al pari degli altri ricordi, quelli culturali e umani&#8230;</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Devi avere il piacere di dedicare il giusto tempo alla corsa, e il ragionevolmente giusto è&#8230; un&#8217;oretta! (suona bene quando ci diciamo che abbiamo fatto un&#8217;ora ed è abbastanza per avere un effetto allenante decente!).</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Devi dare al tuo corpo stimoli allenanti, ma senza stressarlo con l&#8217;idea di stare concentrata su ritmo / cronometro / battiti / postura / etc&#8230; Perciò devi trovare elementi di distrazione e di costruzione&#8230;</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Il tuo corpo podistico va preparato allenando cuore/polmoni, muscoli, testa.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Alleniamo la testa:</span> siamo in &#8220;vacanza&#8221;, per la testa è periodo di scarico. E anche il recupero è allenante, avrai più energie mentali al rientro in città.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Alleniamo cuore/polmoni:</span> dobbiamo trovare il sistema per sbuffare un po&#8217; e per giocare con l&#8217;elasticità cardiaca, facendo salire e scendere i battiti. Ma senza monitorarli, a sensazione&#8230;</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Alleniamo i muscoli:</span> dobbiamo offrir loro varietà di stimoli “affaticanti”.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Quindi: <strong><span style="text-decoration: underline;">Testa:</span></strong> scegli un luogo &#8220;bello&#8221; o interessante. Natura o ambiente urbano fanno poca differenza a patto che&#8230; lo sguardo si perda curiosando panorami e dettagli in movimento! <strong><span style="text-decoration: underline;">Cuore:</span></strong> mentre corri lasciati guidare dalla voglia di accelerare e di tirare il fiato, lasciati portare dalle sensazioni! C&#8217;è una salitella? tira!!! Una discesa? Recupera&#8230; Un vialone alberato che chiama un allungo? Vai! Un punto panoramico? Rallenta e goditi tutto lo splendore possibile&#8230; Respira tutta l&#8217;aria di cui hai desiderio, mangiala avidamente! E&#8217; l&#8217;ossigeno il carburante dei nostri muscoli&#8230; <span style="text-decoration: underline;"><strong>Muscoli:</strong></span> sei endorfinica, devi sentire sensazioni positive, vuoi sentire le tue membra guizzanti&#8230; Cerca di divagare su terreni vari: un sentiero collinare che va a zig-zag tra gli alberi, una stradina tortuosa, il bagnasciuga del mare, qualche duna sabbiosa, un bell&#8217;acciottolato nel centro di una cittadina, una strada polverosa che si perde nel nulla&#8230; Insomma, non cercare la strada meglio asfaltata e più dritta, vai dove la tue gambe devono variare molto il movimento e il ritmo, dove anche l&#8217;equilibrio sia importante, dove la propiocettività sia un valore aggiunto (anche le caviglie hanno dei muscoli che ti servono tanto quanto i quadricipiti!)&#8230;</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Poi c&#8217;è il <strong><span style="text-decoration: underline;">recupero</span></strong>&#8230; </span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Regola aurea per te. Mai meno di 24 ore tra un allenamento e l&#8217;altro, mai più di 60 ore. Cioè, non allenarti la sera e la mattina subito successiva. Cioè non lasciar passare più di due giorni interi tra una corsa e l&#8217;altra.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">NON VA BENE se&#8230;</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="color: #0000ff;">doppio giornaliero.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">sera di un giorno, mattina del giorno dopo.</span></em></li>
</ul>
<p><em><span style="color: #0000ff;">VA BENE se&#8230;</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="color: #0000ff;">mattina di un giorno, mattina del giorno dopo.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">mattina di un giorno, sera del giorno dopo.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">(&#8230; gamma di soluzioni intermedie possibili &#8230;).</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">mattina di un giorno (es. lunedì), sera di due giorni dopo (es. mercoledì) → 60 ore circa.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">sera di un giorno (es. lunedì), mattina di tre giorni dopo (es. giovedì) → 60 ore circa.</span></em></li>
</ul>
<p><em><span style="color: #0000ff;">NON VA BENE se:</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="color: #0000ff;">mattina di un giorno (es. lunedì), mattina di tre giorni dopo (es. giovedì) &#8211;&gt; 72 ore circa.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #0000ff;">(&#8230; ovviamente non vanno bene tutte le soluzioni di più lungo corso).</span></em></li>
</ul>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Il NUOTO è sempre un complemento benvenuto!</span></em></p>
<p><em></em><em><span style="color: #0000ff;">Spero di essere stato utile e che lo schema – per quanto libero – sia chiaro! Se vuoi che calendarizziamo in modo preciso possiamo farlo, ma credo ti divertirai di più così. Gioca a correre ed esplorare!</span></em></p>
<p>Anna risponde:</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Sei splendido, coach!Sono d&#8217;accordo con te: non calendarizziamo &#8230;. ma diamo libero sfogo al gioco!!!Ieri sera ho fatto (piano!) un oretta. Questa settimana non farò pista, ma seguirò il tuo consiglio di tanti chilometri! Ho bisogno di riprendere l&#8217;aspetto meditativo della corsa, di stare sulle gambe per un tempo abbastanza lungo da dimenticare i pensieri e cadere in quella strana dimensione dove c&#8217;è solo il respiro a scandire il tempo che passa.Grazie infinite!!!</span></em></p>
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		<title>21.02.2012 &#8211; Marte e tram</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marte e tram: a questa semplice palindromia verbale avevo già pensato sabato scorso, ma il giorno palindromo è oggi: 21.02.2012. E&#8217; un giorno che si specchia in se stesso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="Musica Maestro - Milano 18 feb 2012" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/foto-di-servizio-per-sito/pdm_3534-001.jpg?784524364" alt="Musica Maestro - Milano 18 feb 2012" width="330" height="219" />Marte e tram: a questa semplice palindromia verbale avevo già pensato sabato scorso, ma il giorno palindromo è oggi: 21.02.2012. E&#8217; un giorno che si specchia in se stesso e che c&#8217;invita a metterci davanti al una superficie vitrea/plumbea riflettente, a guadarci con attenzione e scoprire (o riscoprire) la nostra umanità. Scriveva Alda Merini: “Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri”. Non è necessariamente una constatazione gravida di negatività: la deformazione può essere anche in positivo, in gioia, in apprendimento, in crescita&#8230;</p>
<p>Torniamo a sabato 18 febbraio, al pianeta rosso e ai tram&#8230; La città dei tram è Milano e sabato scorso i marziani sono approdati in centro camuffati da orchestrali. Sono arrivati in Largo Cairoli davvero in tram, ma anche in metropolitana, autobus, bicicletta e – inevitabilmente – a piedi! Mi sono scoperto “marziano” anch&#8217;io nel mio personalissimo esordio nel novero degli alieni. Mi sono scoperto orchestrale in un frac improvvisato e con un inusuale strumento ad ancia tra le labbra (un ligneo richiamo per anatre!). Mi sono scoperto uno nessuno e centomila nel fatto che correvo con le mie gambe (uno) ma il ritmo a cui procedevo non faceva alcuna differenza tra me e un altro/a podista (nessuno) e m&#8217;includeva in un gruppo coeso e allegro (centomila).</p>
<p>La mia prima missione marziana era addirittura la 34^ per i Podisti da Marte (www.podistidamarte.it) e coincideva con il 3° compleanno del gruppo. Il fatto che ogni missione sia legata ad uno scopo benefico è il valore aggiunto delle iniziative marziane: sabato la missione “prova d&#8217;orchestra” era per i ragazzi dell&#8217;associazione La Strada (www.lastrada.it) che si occupa quotidianamente e appassionatamente di accoglienza, integrazione e formazione.Sul web si possono trovare foto e cronache della mattinata, del “flash mob” itinerante e allegro, della preparazione davanti alla fontana del castello e del ristoro accaldati dopo la corsa a tappe: mascherati e musicali al Duomo, in Galleria, a Palazzo Reale e davanti alla Scala. Infine, urlando “Forza Mauro” sugli scalini di Piazza Mercanti&#8230;</p>
<p><img style="float: right; margin: 5px;" title="Tito e Marco &quot;lo scatenato&quot; Airaghi" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/nature/418224_1849042322878_1745331951_888726_1644591723_n.jpg?1294548284" alt="Tito e Marco &quot;lo scatenato&quot; Airaghi" width="220" height="330" /></p>
<p>Per foto e cronache basta il web. Per rumori, sguardi, risate, giapponesi in delirio fotografico e per sentirsi parte del gioco&#8230; bisogna proprio esserci! La 35^ missione sarà il 24 marzo, ancora sabato mattina. I&#8217;m in, again and again&#8230;</p>
<p>Sul gruppo facebook dei Podisti da Marte scrissi subito, a caldo, quando le emozioni si traducono in parola con più vitalità: “Stamattina il mio &#8220;debutto&#8221; in una missione marziana. Mi è piaciuto da impazzire. Era una prova d&#8217;orchestra che ha dimostrato che la corsa NON è uno SPORT solo INDIVIDUALE, ma un GIOCO COLLETTIVO. Grazie pianeta rosso con le scarpette di gomma!!!” . E poco più tardi: “Per non parlare di quanto son belle e vivaci le marziane!!! (La bellezza non è solo una qualità prettamente estetica, così come la vivacità non è solo delle movenze. Sono entrambe qualità dell&#8217;intelletto che rendono dannatamente affascinante qualsiasi donna che le possegga&#8230; )”. Il premio “vivacità” è stato vinto da Nicoletta, a insindacabile giudizio della giuria (io), il premio intraprendenza ex aequo tra i due capitani coraggiosi (Fabrizio e Marco “Scatenato”), l&#8217;oscar per la sceneggiatura a Silvia! Ognuno ha il suo alloro in testa :)</p>
<p>E tu che emozioni proveresti? Sapresti sentirti “scemo” abbastanza per divertirti facendo ciò che ami (correre) travestito in maniera improbabile e ad uno scopo solidale? Ci vediamo il 24 marzo per vedere che effetto ti fa!</p>
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		<title>Slow Pace (via che è lento!)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non posso arrendermi prima di iniziare&#8230;sono ancora fermo per l&#8217;infiammazione al tendine rotuleo. Ho creduto fosse una sciocchezza invece&#8230;comunque sono in lista per delle infiltrazioni: martedì 20 faccio la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 5px;" title="Primi passi di Tiberti JR supervisionato da Tiberti SR" src="http://www.titotiberti.it/wp-content/gallery/nature/1990pre_ilmigliortitopossibile-4.jpg?1906221794" alt="Primi passi di Tiberti JR supervisionato da Tiberti SR" width="263" height="350" />“<span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><em>Non posso arrendermi prima di iniziare&#8230;sono ancora fermo per l&#8217;infiammazione al tendine rotuleo. Ho creduto fosse una sciocchezza invece&#8230;comunque sono in lista per delle infiltrazioni: martedì 20 faccio la prima e spero che l&#8217;anno nuovo porti bene!Tu come stai? Dopo NY fai altro? Se sei in giro per qualche gara dammi uno squillo che ti vengo a urlare un «VIA CHE E&#8217; LENTOOOOOOOOOOO!!!»</em></span>”</p>
<p>Così mi scriveva verso novembre 2011 C.R., amico vero, talentuoso dal passato atletico (giovanile) importante e dal passo leggero. Ci sono alcune persone che (per delle ragioni che non sempre ci spieghiamo) lasciano un segno nel nostro animo&#8230; Sentiamo che – a prescindere dal fatto che ci si senta molto spesso o quasi mai, che ci si ricordi o meno di compleanni od occorrenze varie – potremmo reincontrarle senza imbarazzo o timidezza e ricominciare da dove ci si era interrotti l&#8217;ultima volta.Con C.R. è così e la cosa mi rende felice.</p>
<p>“Via che è lento!” era la frasetta che ci accompagnava negli allenamenti quando eravamo a tutta e volevamo dare di più&#8230; Era la mia gioventù pugliese, estiva, fatta di ritmi folli (per me) e di star bene comunque andasse. Si spingeva sull&#8217;acceleratore e quando si era “a tavoletta” ci si faceva coraggio per spremere ancora qualche stilla di energia.“Via che è lento!”.</p>
<p>Lettere lente, gambe veloci, pensieri velocissimi.Pensieri coraggiosi che anticipavano le gambe e sognavano allori di prestigio, vittorie eclatanti, crono spettacolari&#8230;Nel concreto dei nostri giorni e delle competizioni che poi si corsero, di vittorie non se ne conobbero troppe. Ma si lottò sempre. E s&#8217;imparò a vivere.S&#8217;imparò il coraggio di provare. Anche se poi si cade.Diceva una tale Sue Luke (per me sconosciuta&#8230;): “Even if you fall flat on your face at least you are moving forward” (alla buona: “anche se cadi faccia a terra, stai comunque muovendoti in avanti”).Si cade, ma anche una caduta può essere un passo in avanti nella misura in cui si comprende perchè si è inciampati, come non inciampare ancora e quale nuova andatura adottare&#8230;Perciò&#8230; «VIA CHE E&#8217; LENTOOOOOOOOOOO!!!»</p>
<p>Dai C.R. che è quasi ora di (ri)pensarla questa maratona. È una promessa che hai fatto a te stesso. E le promesse si mantengono, soprattutto quando si potrebbe fingere di non averle mai fatte!</p>
<p>**********</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>A complemento della foto: &#8220;Da quando ho imparato a camminare, mi piace correre&#8221; (F. W. Nietzsche)</strong></em></span></p>
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