Ich bin kein Mensch, ich bin Dynamit!

mag 7, 2012   //   by admin   //   Blog  //  6 Comments

Da Nietzsche del titolo passo a certe variopinte espressioni metaforiche che ci ricordano alcuni principi esperienziali sul come stare al mondo ed affrontare le nostre giornate, come fossero moniti: “stai coi piedi per terra”, “per capire devi prima sbatterci la testa”, “non fare come il bue che dà del cornuto all’asino”, “quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini”, etc…

 

Beh, c’è una gara che ti spiega in concreto cosa intendesse il filosofo quando esclamava “io non sono un uomo, io sono dinamite!” e cosa significhino le sopraccitate frasette d’uso comune. Però devi avere delle doti: coraggio, incoscienza, capacità di soffrire sempre e comunque (fondo e testa), capacità di gioire sempre e comunque (un sorriso e un guizzo di follia nello sguardo).

StrongmanRun 2012 - tuffo!Ci vogliono attitudine tragica e spirito comico.

 

La Fisherman’s Friend Strongman Run è un po’ tutto questo, condito con un potere di socializzazione straordinario, per via della solidarietà che i partecipanti dimostrano aiutandosi l’un l’altro nel superamento degli ostacoli e per l’irrefrenabile desiderio di condividere esperienze e ricordi nel post-gara.

 

Diamo i numeri: oltre 12000 partenti, 22 km su 2 giri con 15 ostacoli artificiali per ciascun giro. Siamo al Nürburgring, mitico circuito motoristico nella Renania-Palatinato, in Germania. Il castello di Nürburg (ben 165 abitanti!!!) non si intravede nemmeno, tra nebbia fitta, pioggia battente e colline verdi di conifere e latifoglie. S’intuiscono inverni rigidi ed estati ventilate. Si respirano odori di resina e nell’aria non fluttuano i pollini di pioppo che ricoprono la pianura padana…

Il clima è da impresa eroica. Sabato 5 maggio, mattina, per un interista come me è una data che sul calendario non dovrebbe più esistere… ma bando alle ciance! Non è giornata da sfottò calcistici. Oggi si corre. Oggi si danza sotto la pioggia. Oggi è il giorno in cui si prova a spiccare il volo nonostante il piumaggio fradicio.

 

Tra un ostacolo e l’altro non si corre come spero io che vorrei far valere le mie “doti” da mezzofondista stradale. È una specie di cross senza fine, con saliscendi continui e insidiosi per fango e scivolosità, con prati e vie di fuga in ghiaia, con un asfalto così perfetto da essere viscido sotto i tacchetti da trail… La scelta delle scarpe è sbagliata, capisco subito che oggi correre forte non è importante: ci vogliono lucidità ed equilibrio, polmoni prima che muscoli elastici! Partenza “a manetta”, il quad/regia è inseguito da un intrepido cavernicolo che brandisce tanto di tibia di brontosauro e ascia di pietra! Urla “no pain, no glory!” e poi scoppia. Discesa-salita-discesa, ancora su asfalto e il primo mille è sotto i 3′, ma siamo sull’asfalto e scivolo e le gambe non rispondono come vorrei (anche se le chiamo forte!). Non fa nulla, sarà una pugna durevole!

 

FFSR 2012 craniata Niagara FallsNon posso raccontare tutto, ci vorrebbero ore e forse anche parole che non ho, che nemmeno esistono! Versi animaleschi… Affido la cronaca a quanto scrissi nell’immediato dopogara in linguaggio da messaggino cellulare: “Nurburgring.Partenza a razzo con uno vestito da cavernicolo,poi ho perso i primi 3 su un percorso fangoso e durissimo.M sn giocato le posizioni dalla4*alla6*fino al km13 poi sn cominciati i doppiaggi e doppiando 12.000tizi/e snz cedere alla tentazione d tagliare parti d tracciato sn finito “inspiegabilmente”25*(i doppiaggi m sn costati 20’ca considerato il secondo giro in 25’+del primo giro). Top 5? 1.Craniata contro la sbarra e scivolo d’acqua in semi-incoscienza 2.Piscina a7gradi,40m misto stile/rana 3.Muro d legno saltato cn balzo felino! 4.ritrovamento del pneumatico d Alonso 5.arrivo volante e posizione sulla testa sotto lo striscione del traguardo.Tutto ADRENALINA pura!Ora…tutto rotto!”.

 

Dapprincipio andavo per luoghi comuni… Il grillo parlante ogni giorno mi intima di “stare coi piedi per terra”, ma come faccio se finisco spesso gambe all’aria falciato da gente cui passo di fianco e che scivolando nel fango trascina a terra anche me? Come faccio se per sentire i polmoni strizzarsi nel gelo della piscina provo a spiccare il volo lanciandomi in un tuffo “plastico”? Come faccio se taglio il traguardo in “sirsasana”? Come faccio se per camminare su una rete di corda devo fare l’acrobata? È tutto un equilibrio sopra la follia…

 

StrongmanRun 2012 - sirsasanaSe non ho potuto dar retta al grillo, devo dire che invece la testa l’ho sbattuta eccome! Devo essere uno strongman con il cranio robusto, a giudicare dal fatto che non sono morto dopo l’impatto violentissimo con una barra di metallo in cima allo scivolo dell’ostacolo no. 6 denominato “Niagara Falls” (a proposito, tutti gli ostacoli nella descrizione di “Tuq” sul blog corroergosum.it ).

 

E poi l’emozione di essere un duo di “Tito” nel team Gazzetta Runners con quel cornutazzo di Tito Cantarella (naturalmente l’allusione è esclusivamente al costume da diavolo con tanto di mantello svolazzante… anche lui è uno che di tenere i piedi per terra non ne vuol sapere…). Ecco, uno è il bue e l’altro l’asino del detto popolare! Dalle propaggini temporali potete dedurre…

 

FFSR 2012 yogaXrunnersRisale probabilmente a Confucio l’idea del non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Certo, le torture della strongman non sono certo da “lista dei desideri” per la vita quotidiana, ma ciascuno di noi iscrivendosi sapeva suppergiù a cosa andava incontro, sapeva di aver scelto qualcosa che non avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico… Eppure regalerei a un amico/a runner l’iscrizione a una strongman run. Cosa diceva il troglodita? “No pain, no glory!” (Senza sofferenza non c’è gloria!). Io mi permetto di tirare in ballo Bob Marley e dico anche “let’s get together and feel alright”, perchè strongman lo si diventa insieme. Da soli non c’è gusto…

 

Sono in vena di letteratura e – di fronte agli ignavi o ai fondamentalisti dell’atletica che non considerano l’idea di una strongman run – scomodo Dante i cui versi immortali faccio miei; mi rivolgo ad un ipotetico compagno di avventura e gli dico: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”…

 

 

Il video ufficiale per chi volesse un’idea complessiva della “competizione”…

 

 

Da Nietzsche del titolo passo a certe variopinte espressioni metaforiche che ci ricordano alcuni principi esperienziali sul come stare al mondo ed affrontare le nostre giornate, come fossero moniti: “stai coi piedi per terra”, “per capire devi prima sbatterci la testa”, “non fare come il bue che dà del cornuto all’asino”, “quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini”, etc…

 

Beh, c’è una gara che ti spiega in concreto cosa intendesse il filosofo quando esclamava “io non sono un uomo, io sono dinamite!” e cosa significhino le sopraccitate frasette d’uso comune. Però devi avere delle doti: coraggio, incoscienza, capacità di soffrire sempre e comunque (fondo e testa), capacità di gioire sempre e comunque (un sorriso e un guizzo di follia nello sguardo).

Ci vogliono attitudine tragica e spirito comico.

 

La Fisherman’s Friend Strongman Run è un po’ tutto questo, condito con un potere di socializzazione straordinario, per via della solidarietà che i partecipanti dimostrano aiutandosi l’un l’altro nel superamento degli ostacoli e per l’irrefrenabile desiderio di condividere esperienze e ricordi nel post-gara.

 

Diamo i numeri: oltre 12000 partenti, 22 km su 2 giri con 15 ostacoli artificiali per ciascun giro. Siamo al Nürburgring, mitico circuito motoristico nella Renania-Palatinato, in Germania. Il castello di Nürburg (ben 165 abitanti!!!) non si intravede nemmeno, tra nebbia fitta, pioggia battente e colline verdi di conifere e latifoglie. S’intuiscono inverni rigidi ed estati ventilate. Si respirano odori di resina e nell’aria non fluttuano i pollini di pioppo che ricoprono la pianura padana…

Il clima è da impresa eroica. Sabato 5 maggio, mattina, per un interista come me è una data che sul calendario non dovrebbe più esistere… ma bando alle ciance! Non è giornata da sfottò calcistici. Oggi si corre. Oggi si danza sotto la pioggia. Oggi è il giorno in cui si prova a spiccare il volo nonostante il piumaggio fradicio.

 

Tra un ostacolo e l’altro non si corre come spero io, che vorrei far valere le mie “doti” da mezzofondista stradale. È una specie di cross senza fine, con saliscendi continui e insidiosi per fango e scivolosità, con prati e vie di fughe in ghiaia, con un asfalto così perfetto da essere viscido sotto i tacchetti da trail… Scelta delle scarpe sbagliata, capisco subito che oggi correre forte non è importante, ci vogliono lucidità ed equilibrio, polmoni prima che muscoli elastici! Partenza “a manetta”, il quad/regia è inseguito da un intrepido cavernicolo che brandisce tanto di tibia di brontosauro e ascia di pietra! Urla “no pain, no glory!” e poi scoppia. Discesa-salita-discesa, ancora su asfalto e il primo mille è sotto i 3′, ma siamo sull’asfalto e scivolo e le gambe non rispondono come vorrei (anche se le chiamo forte!). Non fa nulla, sarà una pugna duratura!

 

Non posso raccontare tutto, ci vorrebbero ore e forse anche parole che non ho, che nemmeno esistono! Versi animaleschi… Affido la cronaca a quanto scrissi nell’immediato dopogara in linguaggio da messaggino cellulare: “Nurburgring.Partenza a razzo con uno vestito da cavernicolo,poi ho perso i primi 3 su un percorso fangoso e durissimo.M sn giocato le posizioni dalla4*alla6*fino al km13 poi sn cominciati i doppiaggi e doppiando 12.000tizi/e snz cedere alla tentazione d tagliare parti d tracciato sn finito “inspiegabilmente”25*(i doppiaggi m sn costati 20’ca considerato il secondo giro in 25’+del primo giro). Top 5? 1.Craniata contro la sbarra e scivolo d’acqua in semi-incoscienza 2.Piscina a7gradi,40m misto stile/rana 3.Muro d legno saltato cn balzo felino! 4.ritrovamento del pneumatico d Alonso 5.arrivo volante e posizione sulla testa sotto lo striscione del traguardo.Tutto ADRENALINA pura!Ora…tutto rotto!”.

 

Dapprincipio andavo per luoghi comuni… Il grillo parlante ogni giorno mi intima di “stare coi piedi per terra”, ma come faccio se finisco spesso gambe all’aria falciato da gente cui passo di fianco e che scivolando nel fango trascina a terra anche me? Come faccio se per sentire i polmoni strizzarsi nel gelo della piscina provo a spiccare il volo lanciandomi in un tuffo “plastico”? Come faccio se taglio il traguardo in “sirsasana”? Come faccio se per camminare su una rete di corda devo fare l’acrobata? È tutto un equilibrio sopra la follia…

 

Se non ho potuto dar retta al grillo, devo dire che invece la testa l’ho sbattuta eccome! Devo essere uno strongman con il cranio robusto, a giudicare dal fatto che non sono morto dopo l’impatto violentissimo con una barra di metallo in cima allo scivolo dell’ostacolo no. 6 denominato “Niagara Falls” (a proposito, tutti gli ostacoli nella descrizione di “Tuq” sul blog corroergosum.it ).

http://www.corroergosum.it/index.php?option=com_content&view=article&id=291:strongman-run-gli-ostacoli&catid=2:news&Itemid=182

 

E poi l’emozione di essere un duo di “Tito” nel team Gazzetta Runners con quel cornutazzo di Tito Cantarella (naturalmente l’allusione è esclusivamente al costume da diavolo con tanto di mantello svolazzante… anche lui è uno che di tenere i piedi per terra non ne vuol sapere…). Ecco, uno è il bue e l’altro l’asino del detto popolare! Dalle propaggini temporali potete dedurre…

 

Risale probabilmente a Confucio l’idea del non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Certo, le torture della strongman non sono certo da “lista dei desideri” per la vita quotidiana, ma ciascuno di noi iscrivendosi sapeva suppergiù a cosa andava incontro, sapeva di aver scelto qualcosa che non avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico… Eppure regalerei a un amico/a runner l’iscrizione a una strongman run. Cosa diceva il troglodita? “No pain, no glory!” (Senza sofferenza non c’è gloria!). Io mi permetto di tirare in ballo Bob Marley e dico anche “let’s get together and feel alright”, perchè strongman lo si diventa insieme. Da soli non c’è gusto…

 

Sono in vena di letteratura e – di fronte agli ignavi o ai fondamentalisti dell’atletica che non considerano l’idea di una strongman run – scomodo Dante i cui versi immortali faccio miei; mi rivolgo ad un ipotetico compagno di avventura e gli dico: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”…

 

6 Comments

  • Si ma quante ore…

  • Arrivo!

  • Ripeto di qui quanto detto di là…

    Avevo ragione a volerlo leggere. É stato come viaggiare con la fantasia mentre leggi un libro… Davvero davvero davvero bello scritto. Cazzarola, giá corri forte, se poi scrivi anche così bene sono rovinato in partenza! :p

    Due cose: il 5 maggio è il giorno di inizio del Triplete… ;)
    Secondo, grazie per la citazione, onorato sono!

    Baciolamano…

  • English version needed soon, u have to Tweet such a STRONG piece!

  • onorato di essere stato al tuo fianco.
    il tuo omonimo cornutazzo.

    p,s,
    racconto da pelle d’oca, non solo per il freddo della piscina…

  • […] Tito Tiberti (primo degli italiani) […]

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Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)