Caro coach, provo a raccontarti la mia NYCM

nov 8, 2010   //   by admin   //   Blog  //  15 Comments
Provo a raccontarti tutto.
Parto col premettere che resto convinto che questa sia stata la mia ultima maratona. Non che io sia sicuro che nella mia vita non ne correrò più, ma se lo farò sarà a) per divertimento o b) perchè la mia schiena sarà così a posto da permettermi di prepararmi benissimissimo.
E’ stata durissima. Una mia cugina cercava di farmi coraggio dicendomi che per loro sono stato bravo lo stesso. Devo dirti che per una volta sono convinto di essere stato bravo. Ero messo così male che l’unica cosa che avrei voluto fare era sdraiarmi per terra e lasciarmi morire…
Poi ho capito cosa significa “il pubblico” che ti sostiene fino al traguardo. Andavo a 4.30/km e mi urlavano che ero forte, di portare la bandiera nel cuore, di farmi coraggio… E tra un applauso, un “cinque” a un bambino, uno sbandamento, un crampo e una ripresa ho tirato al traguardo. Speravo che andasse meglio, volevo chiudere in bellezza con la maratona. Non è andata così, pazienza, io ho fatto davvero quel che potevo e sono contento di aver chiuso in un contesto esaltante e non nel grigiore della periferia veneziana.
Stretching a Central Park nel pregara: 6 novembre 2010
La gara non è partita sotto i migliori auspici, scusa se sono “crudo” nei dettagli ma sono dati oggettivi che devono aiutarci a valutare tutto.
Dal sabato mattina non sono riuscito ad andare in bagno, non so il perché ma è andata così e mi sono portato dietro un peso e un disagio (pancia gonfia e tesa, tipo bambino biafrano).
Clima gelido, anche se l’attesa nella tenda riscaldata per me è stata abbastanza confortevole. Ho corso ben coperto: pantaloncini, maglietta, canotta, braccioli e berretto, non me ne sono pentito neanche un istante! Il vento era freddissimo e il sole serviva davvero a poco. Mi guardavo le cosce ed erano violacee, oggi ho le labbra tutte spaccate come se avessi scalato un ghiacciaio…
Primo inconveniente: al km 7 pausa “pipì”, avevo un forte stimolo intestinale ma nulla, solo acqua. Ho perso 15” ma sono rientrato senza problemi, anche perchè il ritmo era calmo (il primo km anche se in salita è stato 3.48…). Insomma, gambe ok, cercavo di stare coperto nel gruppo il più possibile, mi sono fidato anche dell’esperienza di Achmuller e l’ho seguito come un’ombra… A parte il borbottìo in pancia correvo davvero facile, il passaggio alla mezza è stato prudente in 1h13.00, ma sentivo di poter accelerare in qualsiasi momento.
E comunque avevo capito che la giornata difficile avrebbe dato soddisfazioni anche con un 2h25-26…
Al km 21 io e Achmuller abbiamo fatto un’azione e abbiamo raggiunto in 3 km un gruppo che era almeno 30” più avanti di noi, ma non abbiamo strappato. Poi fino al 28 sono stato nella pancia di questo gruppo, agevolmente (sul Queensboro Bridge ho addirittura scelto di staccarmi un po’ in salita per risparmiare e rientrare in discesa). I ritmi erano sempre da 2h25-26′ di proiezione, perciò non ho faticato a rientrare. Abbiamo imboccato la first Avenue controvento e stavo bene, siamo al km 26. Al 18° miglio (28,9km) ho preso un gel energetico (ne avevo già preso uno all’ottavo miglio) e nel bere acqua per mandarlo giù meglio ho perso una quindicina di metri sul gruppo, eravamo in salita e mi sono reso conto di aver fatto più fatica a rientrare, ma ho pensato che fosse colpa dell’acqua che era davvero gelatissima, poi al km 32 di colpo si è spenta la luce. Muscoli rigidissimi, ho cercato di pensare a correre sottoritmo per finire in meno di 2h30′, ho cercato di sciogliere i muscoli in corsa ma ho avuto un principio di crampi, ogni tanto perdevo il passo e la lucidità mentale se ne andava.
Al 35° km ho pensato che ormai la prestazione era compromessa e ho cercato di farmi coraggio con il pubblico, io incitavo lui e lui rispondeva e con l’entusiasmo mi ha portato all’arrivo. Mi sono goduto un bagno di folla da tapascione di alto rango.
Ho sentito parole bellissime che mi hanno riconciliato con il buono del nostro sport.
NYCM: bambini battono il "5" ai maratoneti (fonte: NY Times online)
Poi nell’ultimo chilometro mi veniva da piangere perchè ero stanco e fuori di senno, ma anche perchè ho pensato intensamente che fosse l’ultima maratona e il pensiero di un cambiamento così importante (io ci ho sempre creduto molto e ora togliendo la maratona metto “vita normale”, con maggiore attenzione a lavoro/affetti/impegno sociale) mi ha commosso. Senonchè col freddo e l’emozione mi si è chiusa la gola (ti avevo già detto che è un annetto e mezzo che porto il ventolin in borsa per una tendenza all’asma da sforzo comprovata da esami strumentali, il ventolin è ancora sigillato ma non si sa mai…) e ci è mancato pochissimo che non stramazzassi a terra a 500 metri dalla fine: mi sono fermato, ho respirato a fondo (più o meno) e sono ripartito con un boato del pubblico ;) poi un crampo, mi sono rifermato quasi subito, sono ri-ripartito e ho tirato dritto (direi più a zig-zag, in realtà), fino al traguardo…
Altri problemi: i piedi, sono dolorantissimi. Forse le scarpe erano troppo “secche”, forse allacciate un po’ strette (ma non credo…), forse il freddo non permette una grande elasticità…
Ancora: dolore dietro il ginocchio destro, su un “cordone” tendineo.
Ancora: tendini di achille, direi che possiamo optare per la soluzione definitiva dell’asportazione bilaterale, tolto il dente, tolto il dolore ;-)
Ancora: anca sbilenca a destra.
Oggi non ho corso, non sono proprio in grado (ho avuto seri problemi a fare il turista, non ero mai uscito così scassato da una maratona, probabilmente perchè un sano di mente anziché tirare all’arrivo si sarebbe fermato alla prima ambulanza…).
Tito e Teo pregara: 6 novembre
Nelle 4 ore dopo la fine della gara ho bevuto 7,5 litri di liquidi tra integratori e acqua e alla fine ho fatto 2 ridicole goccine di pipì, ne ho bevuti altri 2 litri prima di sera e stamattina mi sono degnato di una “minzione” d’onore. Mah… forse il vento mi ha disidratato?
Nei giorni precedenti la gara ho bevuto e mangiato alla perfezione: roba sana (pasta, patate, pizza, verdure bollite, condimenti sobri, frutta, una portata di carne alla piastra, una di calamari/polipo/gamberi a zuppa (questo per il discorso proteico). Poco sale e pochi grassi (qualche dolcetto, ma niente di che…).
Questo è tutto. La conclusione che ho comunicato a casa via sms è stata: “Sono vivo e sto bene, a questo punto direi con discreta certezza che semplicemente non sono un maratoneta”.
I passaggi (sempre che abbiano importanza):
17.29 – 17.18 (+20” pausa) – 16.57 – 17.08 – 17.35 (con salita Queensboro) – 17.
14 – 19.12 – 20.54 – 8.53 (4.02/k)
Vorrei comunque che sapessi che ti sono grato per l’attenzione che mi hai dedicato.

15 Comments

  • Caro Tito,
    Sono convinto per quel poco che ti conosco che è stata sempliemente una giornata storta.Considerando il clima, il percorso, il viaggio etc etc ritengo che la giornata storta poteva capitare.
    Personalmente riterrei che un po di sano riposo e il “rigenerarsi” come atleta non ti farebbero male. Non pensare a maratone primaverili e concentrati in estate su un’obbiettivo-maratona nell’autunno 2011 così hai tutto il tempo di far passare la schiena.
    Non mollare
    Matteo

  • Tuo messaggio post maratona N.Y non sono un maratoneta, mi pare più il frutto dello sconforto
    per le aspettative vanificate soprattutto da fattori imprevisti quali il freddo,il vento( causa probabile delle disfunzioni addominali)che, dalla realtà dei fatti, passati ma anche abbastanza recenti.
    Ti ricordo: Roma (esordio) 13.3.2005 – 2h 28 51
    Ostia 18.12.2005 – 2h 23 38
    Carpi 15.10.2006 – 2h.23 09
    Berlino 20.9.2009 – 2h 24.10
    New York 1.11.2009 – 2h 26.34

    Mezze : Verona 10.2.2008 1h 06 32
    Verbania 9.3.2008 1h 06 52
    Alessandria 18.10.2009 1h 06 58
    Prato 5.4 2010 1h 06 56

    Ti ricordo altresì che a Ostia, senza le 2 fermate forzate dai vigili urbani e la deviazione sbagliata di quasi 500m avresti probabilmente abbattuto il limite psicologico delle 2h 20 00
    che, a Berlino al 35° km avevi una proiezione finale di 2h.18 alto, vanificato da un salto di temperartura di 8° più alta del previsto, rispetto alla preparazione dei liquidi personalizzati, pagata peraltro da quasi tutti gli atleti nelle prime 30 posizioni, nella misura di almeno 3 minuti
    compreso Gebre.
    Pertanto, questi a me sembrano tempi di un buonissimo atleta adatto al fondo prolungato.
    Per me, eri e resti un maratoneta con qualche problemino di struttura morfologica, che per questo dovrà operare scelte più razionali rispetto alle competizioni future.

  • cos’e’ una mia cugina??? io preferirei avessi scritto quell’essere perfetto che il caso fortuito ha voluto fosse mia cugina.ahahahah… smettila di farti prendere dallo sconforto x qualcosa che di triste nn ha nulla…. inutile sia io a dirti che se relativizzi e so che lo sai fare … giungerai alla sana conclusione che una sconfitta e’ una cosa diversa.. e che di certe cose bisogna andare assolutamente fieri.. e che nn ti senta piu’ dire cazzate tipo io nn sono quello che sono stato fino ad ora… x me sara’ sempre cosi… corri Forrest corri…

  • Una mia cugina era egualitario rispetto alle altre cugine, che potrebbero lamentarsi… Tanto sai che poi la differenza la marcherà il prodotto che tornerà con me da NY ;-)
    Ciaociao,
    firmato “Forrest”

  • CaroTito mi aggiungo hai commenti di coloro che hanno letto il tuo bel racconto…l’unica cosa che posso dirti che sei stato bravissimo ha portare la tua ultima maratona(poco ci credo)…Ciao è non mollare.

  • Caro Tito,
    anche i più GRANDI, hanno la giornata storta:
    Gebre New york 2010, poi lui ha annunciato il ritiro, ma ha anche 37 anni,
    Baldini Olimpiadi 2000 Sidney, ecco la tua prestazione di New York la paragonerei a questa, Baldini s’infortunò, tu hai avuto problemi diversi, però come si vede dagli altri messaggi, siamo tutti sicuri che ti rialzerai dalle tue ceneri, come fece Baldini per poi Trionfare ad Atene!
    FORZA TITO

  • Nonostante la tua prestazione non sia stata, a tuo dire, eccellente (io sono convinto del contrario) anche secondo me è stato solo un episodio legato a una giornata storta e molto molto fredda. In più nei giorni precedenti ci hai fatto da Cicerone permettendoci di conoscere NYC…. e anche questo può avere influito sulla tua preparazione…. Ci si vede alla prossima…. Ciao mitico!!!!!

  • che bel pezzo… non fosse per il morale a terra, direi che valeva la pena passare una giornata così solo per scriverlo… non so proprio cosa significhi una maratona, ma da quello che hai scritto traspare qualcosa di nobile e sono anche un po’ emozionato :-)… forse essere un maratoneta non dipende dal tempo che ci metti a fare 42 km, ma lo si capisce bene dalla descrizione degli ultimi 500 m.
    Viva “il più veloce”
    Rocco (il fratello che schiatta dopo 1 km al ritmo-maratona di Tito)

  • La tua lettera è bellissima …spiace che nn hai potuto affrontare la competizione.. nel migliore dei modi…sei giovane, potrai sempre riprovarci, dopo che avrai fatto qualche piccola riparazione.
    Ciao Tito…domenica 14/11 sarò presente al Cross della Volpe a Volpiano(TO), abito a 6 km…cercherò di fare un piccolo reportarge da inserire nel fans club…oh, se vieni, sarà l’occasione per conoscerci di persona:))

  • FORZA TITO MAI ABBATTERSI……………….ritorneremo insieme grandi…io ci credo ancora anke se va sempre peggio ma NN MOLLO!!!!!!FORZAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Ma Enzo32 è il famoso Vincenzo Trentadue, che ha corso anche a Ghedi nel lontano 2009, e dopo 1 settimana ha corso la maratonina di Polpenazze? è quello che quest’anno si è calssificato 1° a pari merito con Tito, in una gara Nazionale (non mi ricordo bene il luogo) la scorsa estate in Puglia?
    Ciao Enzo, sono Claudio uno degli organizzatori del Fu’ Città di Ghedi!
    come tela passi? non dirmi che sei fermo?

  • si claudio sono io….tranquillo nn sono fermo sn stato il 7 novembre a beirut x fare un lungo facendo la lepre alla prima donna……ora fra 2 settimane faccio firenze….

  • Grande Enzo, tenete duro, vi seguo tutti con affetto e voglia di ricominciare a correre.
    ciao

  • Un post che ti fa onore come uomo e come atleta.
    Non posso da buon tapascione certo darti consigli ma ammirare la meticolosità delle tue analisi.
    Ti conoscevo di vista per qualche furtivo incrocio in gare locali (es: Marengo 2009) e ti stimavo come atleta … ora leggendo il tuo blog e il tuo sito imparo a conoscere un uomo con la U maiuscola.

    Forza Tito qualunque strada podistica prenderai!

  • Grazie a tutti, sono quasi “commosso”. La voglia di correre ancora la maratona non è tanta, è TANTISSIMA! E’ il fisico che scricchiola… Tempo al tempo e ancora grazie. Il supporto degli amici vecchi e nuovi conta moltissimo per sentire di meno fatica e dolori. Always believe!

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Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)