Olimpo 2014

giu 8, 2014   //   by admin   //   Blog  //  No Comments

Da uno stadio Olimpico all’altro: prima da atleta per la Stockholm Marathon nello stadio delle Olimpiadi 1912, poi da staff organizzativo del Golden Gala Pietro Mennea nello Stadio di Roma 1960 (e anche di Italia 90, anche se era solo calcio…).

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L’esperienza del Golden Gala la “liquido” in un paragrafetto; del come-quando-perché al pubblico non frega nulla. E’ stata però – dietro le quinte – una lezione di “team working” eccezionale: il lavoro di squadra ha funzionato, ciascuno si è preso puntualmente  le responsabilità di fare quello che era in suo dovere/carico e la macchina ha funzionato! Mi son sentito un po’ “tedesco” per qualche giorno: precisione e puntualità. Anche se l’“arrangismo all’italiana” (dicesi altrimenti flessibilità di pensiero) ha salvato diverse situazioni. La risposta del pubblico non è stata buona, i numeri degli spettatori non erano quelli che l’evento meritava e – ovviamente – uno stadio da 80’000 persone al 20-25% della capacità appare un po’ spoglio. Ci si scervellerà nell’eterno dibattito se sia colpa della scarsa cultura sportiva italiana o di un’insufficiente promozione pubblicitaria. Certo che se aveste visto com’era conciato il campo dopo Ligabue e il Papa…

Stoccolma invece torna ad essere un racconto individuale, torna ad essere un racconto di maratona! In un certo senso avevo litigato con i 42,195 chilometri. Ma è come quando si attacca briga con una donna che si ama… si deve fare l’amore per fare la pace. E così ho scelto Stoccolma per “andare di nuovo a letto” con la maratona. Stoccolma perché era stato il teatro di un ritiro bruciante il 2 giugno 2012: in Svezia è periodo in cui ci si aspettano ancora temperature fresche, ma quel 2 giugno la capitale svedese mi regalò 4 gradi centigradi, pioggia sottile e gelida e vento molto forte. Io scioccamente sbagliai abbigliamento e – nonostante la gara stesse andando bene (ero 8° in una competizione da oltre 15-20’000 partecipanti) – una crisi di ipotermia mi costrinse al ritiro intorno al 35° chilometro. Era sempre la primavera 2012 il momento in cui corsi la mia ultima maratona “decente”: Milano City Marathon in 2h27’. Milano 2012 era una rivincita sulle mie Milano del passato, Stoccolma 2014 è stata una rivincita sul Stoccolma 2012 e un ritorno alla maratona condotta coscienziosamente. Il cronometro è ancora ingeneroso, ho corso “solo” in 2h32’ e sono arrivato “solo” 24°, ma ho corso secondo le mie possibilità, gestendo abbastanza bene le energie lungo i saliscendi del tracciato e contro il vento, senza incontrare una vera crisi, senza “sbattere contro il muro”, come si dice in gergo. Gli allenamenti mi potevano proiettare verso un 2h28-29’ su tracciato pianeggiante, ma a Stoccolma è diverso: è un “mangia e bevi” continuo, di nuovo molto vento, pioggerella nella prima parte di gara e sole (fin troppo caldo) nella seconda parte. Tutti “pagano” dai 3’ ai 6’ rispetto al loro valore atteso, quindi 2h32’ per me ora va bene.

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Stoccolma era sabato scorso, 31 maggio:

  • maratona “strana” che si corre di sabato a mezzogiorno;
  • maratona straordinaria per il pubblico da stadio assiepato su circa due terzi del percorso (ai nordici la cultura sportiva non manca, ma qualche bandierina tricolore l’ho vista sventolare!);
  • maratona paesaggisticamente splendida per il mix di cultura, architettura e natura che sa offrire, tra stadio storico, palazzi reali, teatri, il fiordo (e i durissimi ponti sul fiordo), il parco naturale e il ritorno in città…
  • Maratona organizzativamente perfetta sia per i “top runners” che per tutti i corridori, con standard qualitativi meritori (expo, villaggio pregara, snellezza delle  procedure per l’ingresso in griglia, arrivo spettacolare, deflusso, villaggio post maratona, changing room, ristoro, pacchi gara… tutto p.e.r.f.e.t.t.o.)

Adesso il modello di allenamento è molto cambiato (6 volte a settimana, negli anni buoni ero abituato a 12-13 volte), gli orari di allenamento sono molto cambiati (3-4 volte a settimana esco molto presto al mattino), la regolarità dell’alternanza sonno-veglia è compromessa  dagli impegni così come l’ordine nel regime alimentare… Però un piccolo sogno mi rimane attaccato alla pelle, magari già in questo 2014: tornare a New York ed entrare nei top 20. Impresa difficile ma non impossibile. Cito San Francesco D’Assisi (e chi mi conosce sa che i personaggi legati alla religione non sono i miei prediletti, anzi… per quanto alcuni abbiano una potenza ideale sovraconfessionale): “Cominciate col fare ciò che è necessario. Poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

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Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)