Terzo tempo similpodistico…
Ci metto poche righe, le ragiono poco ma le scrivo col cuore. Ho raccontato la Strongman Run per come ha lasciato segni sulle mie membra e nel mio animo, ma ho parlato di un’esperienza limitata a qualche ora, alla gara in sé e per sé…
Una Strongman Run è qualcosa che va al di là. È tempo prima del cronometro. È tempo più che cronometro. Intendo dire che inizia molto prima e termina molto dopo.
Inizia con mesi di attesa e “preparativi”, finisce (o forse non finisce) con racconti, ricordi e aneddoti riportati a distanza di mesi. Inizia in senso più stretto con il trasferimento verso il luogo della competizione (per noi Gazzetta Runners un lunghissimo viaggio in pulmann) nel quale si comincia a “fare gruppo” e durante il quale comincia a salire la tensione. Sono i prodromi dell’esperienza adrenalinica al sapore di menta, quella delle Fisherman’s Friend, che – per inciso – son le mie caramelle preferite da sempre. In senso più stretto finisce con il viaggio a ritroso verso casa, più ricchi e cementati nello spirito di gruppo.
Tra un viaggio e l’altro, ci sono il villaggio di gara, la preparazione delle maglie, chiacchiere infinite, cibo e partite a calcio balilla (a proposito, mi s’incrociavano gli occhi sul quel calcio balilla… cos’era? Strabismo di Venere??? I più informati mi dicono “birra”…), una lauta colazione, una camminata fino alla zona di partenza tra i box di Formula 1, l’attesa un po’ nervosetta, qualche sorriso per stemperare…
Colpo di cannone: gioie e dolori, soprattutto dolori.
Corsa a perdifiato.
Striscione del traguardo: gioie e dolori, soprattutto gioie!
Siamo già nel post-gara con i compagni che arrivano, quelli che sono già arrivati, lo spettacolo d’arte varia ed eventuale di tizi e tizie vestiti in modo stravagante ed essi pure cementati da spirito goliardico e solidale, ma anche da discrete incrostazioni di fango e sabbia! Un freddo cane, le mani che tremano incontrollate, i piedi gelati e – nel mio caso – il vento che soffia tra crapa pelata e orecchie a sventola! Poi un box caldo o una stanza d’albergo, una doccia infinita e bollente…
Manca giusto una specialità di altri sport, di quegli altri sport intelligenti: quelli che finito il momento agonistico ti ricordano che in fondo è solo un gioco e che si gioca tutti insieme nella stessa arena. Un bel “terzo tempo”, come son soliti chiamarlo gli energumeni della palla ovale. E il nostro terzo tempo è una serata di musica a palla, con un mixaggio sincopato e con i bassi un po’ troppo pompati… proprio quello che ti aspetti da una discoteca tedesca, così come ti aspetti gran boccali di birra e biondine/one… Brindisi e balli per ore, ancora insieme, ancora pieni di energia, la forza del collettivo.
Per ematomi, tagli, graffi, giunture scricchiolanti e muscoli dolenti c’è tempo domani… (anche se – per dirla tutta – domani è già oggi… ahia!).
Il Nurburgring che non ti aspetti (a 5 mani)
Nel blog di Operazione Gasparotto (Gazzetta dello Sport), con i contributi paragiornalistici mio, di Dario “Tuq”, Andrea e Mirko e con la prestigiosa firma di Manlio “strongman” Gasparotto!
Tutto il racconto cliccando qui!
A breve il mio racconto…
Perchè no, Manlio?
M’imbarco in un’avventura nuova, sempre di corsa! Ma non ve lo racconto io, lo fa direttamente un giornalista vero e un appassionato delle scarpette da running… Oltre che un “tipo” interessante, con un vissuto intenso e tanto entusiasmo…
“Tito per la Strongman Run 2012, i miei risultati sulla strada per Mumbai e Milano… Da correre con voi! Ecco come potete fare, ma nel frattempo BUON NATALE
Dopo qualche settimana, vi ammorberò con un post tutto sul sottoscritto. O quasi, perché la prima riga la dedico a Tito Tiberti, che ho conosciuto mercoledì e imbarcato nell’Operazione Fisherman’s Friend Strongman Run 2012: è il primo degli otto che selezionerò nel team di runner e lettori del blog in questi giorni. La punta di diamante della squadra, il top (sapete che follia ha fatto a New York? in testa a tutti per qualche chilometro!) che si affianca adAndrea Marino, la nostra stella del 2010 che si era guadagnato il posto correndo tra i primi sulla posta del Nurburgring. Ora ci sono ancora 7 posti top(pettorale e 2 notti in hotel) e molti altri comunque a disposizione del blog per costituire una squadra Italia/Gazzetta da fare invidia al mondo intero. Vi ricordo: partiremo in pullman (questo è deciso) prima dell’alba del 4 maggio da Milano, una decina di ore di viaggio poi il ritiro pettorali, la festa notturna, la nanna, la gara (il 5 alle 12) e poi di nuovo festa e concerto sino a notte. Domenica 6 si riparte dopo colazione. Gli 8 selezionati nella squadra A dovranno pagare solo il pullman, circa 60 euro a testa, gli altri anche l’hotel. Come si entra in squadra? Basta scrivermi una mail e provare a convincermi: non serve essere veloci o forti (anche se aiuta) ma serve aver voglia di qualcosa di speciale, di fare squadra, amicizia e metterci qualcosa di personale, qualcosa di vostro: un sorriso, un costume, una battuta. Aspetto le vostre mail, per miscelarle con quelle già archiviate in questi giorni e dare il via alle selezioni: entro il 31 dicembre comunicherò le scelte di quasi tutto il gruppo.”
Il resto del pezzo su http://operazionegasparotto.gazzetta.it cliccando QUI!
Buoni o cattivi…
A me Vasco non fa impazzire, ma visto che sto per parlare di doping (e lui qualche sostanza l’ha provata ;-), di medicina applicata allo sport e di personaggi “buoni o cattivi”, mi sembra che la citazione sia d’obbligo.
Ma nelle cronache di questi giorni ci sono anche i cattivi: il convenzionalmente machiavellico Eufemiano Fuentes, dottore spagnolo che conseguiva performance al top senza preoccuparsi troppo di quale fosse la strada per arrivare. Con lo “sbagliato” ci conviveva (ci convive ancora…) con una certa disinvoltura e il terremoto per lo sport spagnolo passa per le sue storie incrociate di record, vittorie in diversi sport, traffici vari e intrallazzi con manager, allenatori ed ex-atleti.- La Gazzetta dello sport sulla scomparsa di Aldo Sassi.
- Sempre la rosea su Fuentes: a) ai tempi dell’Operaciòn Puerto e b) oggi con la Operaciòn Galgo.



