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Parco Giochi Mondo

ott 30, 2016   //   by admin   //   Blog  //  No Comments

Warmup Francoforte 2016Eccomi, parco giochi alle 10, appuntamento con gli altri bambini: non vedevo l’ora di questa mattina di sole, una domenica di fine ottobre. L’aria è fresca ma i raggi di elio riscaldano la pelle e si sta bene. Siamo in città ma sembra di sentire il pizzicore della brezza mattutina in campagna. La terra è asciutta, niente rugiada: si corre e si strepita.

Siamo tanti, ci sono anche tante bimbe. Ci capiamo benissimo, parliamo la stessa lingua del corpo e del gioco anche se è sotto gli occhi di tutti che questo parco giochi è un covo di piccoli indemoniati di ogni provenienza etnica, sociale e linguistica. Ma si gioca e io sono il campione di altalena, vado in alto, anzi in altissimissimo spingendomi forte con le mie zampacce robuste. Vado così in alto che vedo i palazzi della città scintillare al sole. Vedo intorno a me i compagni di gioco e sorrido, anzi rido proprio forte, riempiendomi zucca e polmoni di una gioia genuina, spensierata e rumorosa. Vado così in alto che vedo una farfalla leggera e veloce nella sua livrea ciclamino*. Gioca anche lei, ci sono bambini più stanchi, alcuni che addirittura lasciano il parco giochi.Primi chilometri Francoforte 2016

Gioco un po’ a correre, gioco per 2 ore senza sosta e senza pensare, ho il capo lieve e seguo l’istinto. Sono due ore che sto lì a scorrazzare e riempire ogni spazio, mi levo anche il berretto per sentire il vento tra i capelli**. Madonna, sono sudatissimo! Chissà se mi vedesse la mamma come mi sgriderebbe… e mi aspetta a pranzo per le 12 e 30 in punto!!! Ma devo proprio finirlo il gioco che abbiamo cominciato, non si può mica smettere, sarebbe davvero un peccato, ma per non fare tardi devo sbrigarmi. E intanto mi frullano in testa parole cacofoniche, tipo termini della filosofia di scuola tedesca o della tormentata letteratura dello sturm und drang (ma un bambino cosa ne sa?). Senza dire una parola ad amici e farfalla accelero i tempi di scherzi e lazzi, la farfalla non mi segue più, gioca con altri… Però sono così sudato e stanco, non ce la faccio mica ad essere a casa per 12.30 al massimo: “Chissà la mamma… magari se arrivo con un ritardo piccolo piccolo neanche se ne accorge”. E mentre elaboro pensieri, l’amica farfalla si avvicina, ma svolazza via subito… son troppo stanco per starle dietro: via dritto a casa, entro dalla porta con due minuti e mezzo di ritardo, trafelato e con le gambe che sono budini, sempre a rotta di collo!
La mamma non è in cucina, l’ho fatta franca e ho giocato come piace a me. Ci torno presto al parco giochi, magari ci saranno anche le pozzanghere e posso fare gli schizzi. Campione di altalena e campione di salto nella poccia sarebbero due titoli che nessun eroe sportivo delle figurine ha mai vinto insieme, forse…

Spaventapasseri Francoforte 2016Francoforte, ultima domenica di ottobre 2016, 42195 metri al trotto. Niente di eccezionale per l’atletica vera: 2h32’31” che però mi fanno sentire felice della stanchezza che mi chiude gli occhi. Un pochino per volta, ricomincio a vedere la bellezza di sentire che vai! Intorno a me persone che contano, che contano per me e che hanno condiviso se non il gioco il viaggio.

*Tracy, credo americana. Ha finito un pochino prima di me, mi ha “sverniciato” al km 41 quando ero un pochino – come dire – in crisi. Però era così ordinata e leggera nella corsa… e non sudava!

**ogni riferimento alla mia crapa pelata è puramente casuale. Diciamo che il mercato delle forcine per capelli con me collassa.

Venice Marathon: troppo tutto

ott 29, 2014   //   by admin   //   Blog  //  1 Comment

Ho corso un’altra maratona. Lasciamo perdere il fatto che non è andata come pensavo, come dicevano gli allenamenti e come – forse – meritavo. Per raccogliere i frutti del lavoro c’è tempo e gli stimoli non mi mancano!

Piazza San Marco 2014
Un’altra maratona era Venezia. Sono sempre 42,195km, il lunghissimo Ponte della Libertà controvento è stato fonte di grande sofferenza (beh, tutto il percorso era controvento), però… però il cielo era azzurro e splendeva il sole. Temevo i famosi 14 ponti sull’isola di Venezia e invece sono stati il momento più caratteristico e speciale della “mia” maratona. Entri sull’isola ed è un sogno, la fatica non c’è più… anzi c’è ed è devastante, ma non puoi non stupirti ed ammirare la tanta, troppa bellezza che ti gira intorno… troppa bellezza, troppo “tutto”! Senti l’istinto di provare – quasi pretendere – un’emozione intensa. Scappano due lacrime e un groppo ti chiude la gola.
Il mio piccolo shock emotivo l’avevo già avuto al Parco San Giuliano, con la mia atleta Giuly accorsa per tifarmi che mi ha intimato di finire la maratona (nel parco era terminata la mia prima esperienza veneziana nel 2010…). L’ho tranquillizzata a modo mio dicendole: “è un’avventura bellissima”.

Passi in Piazza San Marco e si riaccende tutto, si riaccende la passione e le gambe tornano a girare. Il finale, il mio finale, è insospettabilmente brillante. E divertente: rimonto atleti, ma la preoccupazione non è tanto guadagnare una posizione in classifica, quanto dare un cenno di incitamento ai compagni di corsa.

Ho preso solo la medaglia di partecipazione e son contento, pur sapendo che in una giornata agonisticamente normale avrei potuto entrare nei primi 6-7 al traguardo. È stata una defaillance, ma la migliore defaillance della mia carriera agonistica: il “Personal Worst” in carriera vissuto – anzi goduto – in gran serenità.
E poi ho avuto un premio straordinario: trovare al traguardo l’adorata nipotina Nerea e mio fratello. Sto invecchiando e la presenza degli affetti mi fa battere forte il cuore…

Tito e Nerea - Venice Marathon

Pillole di GRW #3: premiere etage tra gli ulivi

ott 10, 2014   //   by admin   //   Blog  //  No Comments

Podio prima tappa GRW

Prima tappa andata, obiettivo di stare con una frequenza media inferiore al ritmo maratona centrato, una piccola volata per prendere il secondo posto di giornata, il terrore di aver forzato un po’ troppo ed aver fatto arrabbiare il favoritissimo della gara che domani (scherzo!) mi massacrerà ;)

 

Tito e Paolo (Spazio Sport) - pregaraPerò su poco più di 10km collinari, asfaltati, sono stato molto a mio agio, sempre in controllo tecnico e cardiorespiratorio… strano avere buone sensazioni quando non ci si riesce ad allenare come si vorrebbe/dovrebbe. Sarà merito delle Orecchiette del pranzo!

 

E’ stato a suo modo divertente anche il “campanilismo” della sfida di avere un podio tutto Saucony (con Matteo Notarangelo a precedermi e Alessandro Tomaiuolo a seguire) in questo 10’000 degli ulivi marchiato dalla concorrenza (Brooks). Ora mi aspetta la cena con l’amico Paolo (ormai mi ha adottato!)… Bella atmosfera a Mattinata, è una festa di paese, c’è chiasso e curiosità per le strade, si balla e si mangia tutti insieme, una sagra dei faticatori che sanno anche prendersi poco sul serio.

 

E poi sonno ristoratore, domani comunque vada sarà una pietra angolare per la mia storia sportiva. Da sempre so che i momenti spigolosi della mia esperienza vitale sono momenti solitari: la Foresta Umbra mi attende.

Pillole di GRW #1: Mattinata di sera

ott 9, 2014   //   by admin   //   Blog  //  No Comments

Sembra uno scherzo, è solo un gioco di parole… Roma-Foggia via Caserta son tre ore di treno veloce. Cambio al volo e via in bus fino a Manfredonia. Paolo (Bavaro, NdR) mi raccoglie alla capitaneria di porto ed è una mezz’oretta scarsa di auto che ci porta a Mattinata, “Centro nevralgico del nuovo mondo, da qui che parte ogni nuova via”. Il mare sfila sulla nostra destra mentre viaggiamo: non pare nemmeno notte con il riflesso luminoso della luna nello specchio adriatico…

Paolo mi introduce nell’atmosfera del weekend di gare e per di più mi offre anche un’onesta cena pre-gara, con una bella bionda fresca! Si conversa con estrema rilassatezza, nessuno di noi due probabilmente realizza quanto sarà dura la seconda tappa. Stamattina – ridendo con un amico – consideravamo che 78 km sono suppergiù 195 giri di pista… mondi diversi! Ci facciamo coraggio, “batman” mi salverà! Intanto occhieggia sul petto di una carinissima maglia Saucony che Spazio Sport mi ha preparato appositamente per questa avventura garganica.

E poi perchè temere? Se chiudo gli occhi e sogno… non è né un challenge né una corsa a tappe, a dire il vero non è nemmeno una corsa… è una danza e si ballerà!

Sono rilassato, è Jovanotti:

Questo è l’ombelico del mondo / È qui che nasce l’energia / Centro nevralgico del nuovo mondo / Da qui che parte ogni nuova via / Dalle province del grande impero, / Sento una voce che si sta alzando / Questo è l’ombelico del mondo / E noi stiamo già ballando […]

Sono rilassato e sono in Puglia, sempre consapevole che non tutto va come dovrebbe o le persone di buon senso desiderano… è anche Caparezza:

[…] Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. / Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. / Dove quei furbi che fanno le imprese, / no non badano a spese, / pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia / dove la notte è buia buia buia. / Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. / Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che / devi ballare in Puglia Puglia Puglia, / tremulo come una foglia foglia foglia. / Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru / perché può capitare che si stacchi e venga giù.

 

Ascoltato su T&F Channel…

gen 13, 2012   //   by admin   //   Blog  //  No Comments

Foto rubata: Tito e Fabrizio Anselmo, Ginn. Comense 1872A cavallo tra due annate, a fine esperienza con la maglia di Atletica Gavardo 90, in attesa dell’esordio in bianconero con la Ginnastica Comense 1872 e sotto la sapiente guida di coach Fabrizio Anselmo…

…intervista di Giovanni Certomà per Track and Field Channel (la creatura mediatica di Genny di Napoli).

 

Clicca sul link sottostante per ascoltare:

Brescia, in my shoes…

mar 12, 2011   //   by admin   //   Blog  //  5 Comments

Mi hanno sempre insegnato che – se non sei keniano – l’unica cosa di cui hai bisogno per correre sono un buon paio di scarpe. Se il resto dell’abbigliamento non è adeguato o “tecnico” non è molto importante, ma se le scarpe non sono quelle adatte sono guai…

Dalle banali vesciche a serie tendiniti passando per fasciti plantari piuttosto che dolori al collo del piede, la gamma degli acciacchi delle leve del podista è vasta…

Ho sempre dato importanza alla calzatura: da giovane il marchio di grido mi sembrava garanzia di qualità, poi pian piano ho scoperto che anche i “big” dell’abbigliamento sportivo fanno prodotti scadenti… Pian piano ho imparato a guardare meno colori e tecnologie applicate alla scarpa e a “sentire” la calzata, la rullata, la rigidità o la morbidezza, le proprietà di torsione e la capacità di supporto e ammortizzazione…

Le Sorpasso e le Saucony MirageLa scarpa da running è diventato il mio strumento di lavoro, in un certo senso.

Poi è venuta la scoperta del mondo del lavoro, quello classicamente definito dalle norme che regolano la produzione, quello su cui si regge la repubblica italiana ex art. 1 della carta costituzionale, quello che mette il pane in tavola alle famiglie…

E ho scoperto le scarpe “da lavoro”. Non le superleggere per le ripetute, ma le rinforzate per andare in officina. E mi sono trovato a vestire due scarpe da lavoro nella stessa settimana: ieri le “Sorpasso” con cuciture arancioni e puntale in acciaio al controllo di qualità in Pedrotti Meccanica, domani le Saucony Mirage nella Maratona di Brescia.

Domani è quasi un nuovo esordio sui 42,195km. Vado senza grandi aspettative, solo con la voglia di godermi ogni metro e di farlo – per una volta – nella mia città. Se poi arriverà un risultato soddisfacente tanto meglio!

A novembre fu un deludente 2h33’02” a New York che m’indusse a mettere la parola fine sulla maratona. Oggi è una nuova vita e la maratona è rientrata dalla porta principale. Ripartiamo da qui, da un paio di scarpe e un po’ di cocciutaggine.

Come diceva Jesse Owens: “Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni”.

Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)