Terzo tempo similpodistico…

mag 11, 2012   //   by admin   //   Blog  //  1 Comment

Ci metto poche righe, le ragiono poco ma le scrivo col cuore. Ho raccontato la Strongman Run per come ha lasciato segni sulle mie membra e nel mio animo, ma ho parlato di un’esperienza limitata a qualche ora, alla gara in sé e per sé…
Una Strongman Run è qualcosa che va al di là. È tempo prima del cronometro. È tempo più che cronometro. Intendo dire che inizia molto prima e termina molto dopo.
Inizia con mesi di attesa e “preparativi”, finisce (o forse non finisce) con racconti, ricordi e aneddoti riportati a distanza di mesi. Inizia in senso più stretto con il trasferimento verso il luogo della competizione (per noi Gazzetta Runners un lunghissimo viaggio in pulmann) nel quale si comincia a “fare gruppo” e durante il quale comincia a salire la tensione. Sono i prodromi dell’esperienza adrenalinica al sapore di menta, quella delle Fisherman’s Friend, che – per inciso – son le mie caramelle preferite da sempre. In senso più stretto finisce con il viaggio a ritroso verso casa, più ricchi e cementati nello spirito di gruppo.
Tra un viaggio e l’altro, ci sono il villaggio di gara, la preparazione delle maglie, chiacchiere infinite, cibo e partite a calcio balilla (a proposito, mi s’incrociavano gli occhi sul quel calcio balilla… cos’era? Strabismo di Venere??? I più informati mi dicono “birra”…), una lauta colazione, una camminata fino alla zona di partenza tra i box di Formula 1, l’attesa un po’ nervosetta, qualche sorriso per stemperare…
Colpo di cannone: gioie e dolori, soprattutto dolori.
Corsa a perdifiato.
Striscione del traguardo: gioie e dolori, soprattutto gioie!
Siamo già nel post-gara con i compagni che arrivano, quelli che sono già arrivati, lo spettacolo d’arte varia ed eventuale di tizi e tizie vestiti in modo stravagante ed essi pure cementati da spirito goliardico e solidale, ma anche da discrete incrostazioni di fango e sabbia! Un freddo cane, le mani che tremano incontrollate, i piedi gelati e – nel mio caso – il vento che soffia tra crapa pelata e orecchie a sventola! Poi un box caldo o una stanza d’albergo, una doccia infinita e bollente…
Manca giusto una specialità di altri sport, di quegli altri sport intelligenti: quelli che finito il momento agonistico ti ricordano che in fondo è solo un gioco e che si gioca tutti insieme nella stessa arena. Un bel “terzo tempo”, come son soliti chiamarlo gli energumeni della palla ovale. E il nostro terzo tempo è una serata di musica a palla, con un mixaggio sincopato e con i bassi un po’ troppo pompati… proprio quello che ti aspetti da una discoteca tedesca, così come ti aspetti gran boccali di birra e biondine/one… Brindisi e balli per ore, ancora insieme, ancora pieni di energia, la forza del collettivo.
Per ematomi, tagli, graffi, giunture scricchiolanti e muscoli dolenti c’è tempo domani… (anche se – per dirla tutta – domani è già oggi… ahia!).

1 Comment

  • birra quale birra!?!?!?!
    sei mitico a presto campione

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Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)