This is a woman’s world

mar 8, 2011   //   by admin   //   Blog  //  2 Comments
Un mio pezzo di auguri datato 2008, ma che mi sembra il caso di riproporre oggi, con alcuni marginali omissis (nel 2008 l’8 marzo era l’ “International Women’s Day” delle Nazioni Unite)…
Anche il podista – assuefatto alla mania delle scarpette superleggere e del giro di pista – non sfugge allo scorrere della vita comune, quella con relativamente poche pulsazioni cardiache al minuto…
Accidentalmente, nel fluire dei giorni, ci si imbatte nell’8 marzo, la giornata internazionale della donna. La (dis)informazione dei mass media spinge molti a pensare all’8 marzo come ad una festicciola commerciale assimilabile ai vari “San Valentino” dell’anno, con gran spargimento di mimose!
L’8 marzo è una ricorrenza importante […omissis…]! Il racconto più diffuso sull’origine della festività fa riferimento ad un episodio che si narra sia accaduto l’8 marzo di 100 [ora 103, ndr] anni fa nella fabbrica tessile “Cotton” a New York, dove 129 operaie in sciopero per protestare contro le pessime condizioni lavorative cui erano sottoposte furono rinchiuse dal padrone nei locali della fabbrica cui successivamente venne appiccato il fuoco. Tutte le donne lavoratrici perirono nel rogo, che ebbe appunto luogo l’8 marzo; di qui la calendarizzazione della festività. Il racconto è un falso storico, ma alcuni casi reali spiegano l’8 marzo come scelta della data: il rogo della Triangle Shirtwaist Company, proprio a New York ma in circostanze diverse nel 1911; la manifestazione contro la guerra e la carenza di cibo delle operaie di Pietroburgo l’8 marzo 1917; la proposta di una giornata della donna emersa nella Internazionale Socialista del 1910…
Ebbene, direte voi, a che pro questo articolo nel contesto di un sito di podismo? Beh, le donne sono una parte importante del movimento podistico nazionale ed internazionale, per mi sembrava corretto tributare loro un augurio. Inoltre, si regista una femminilizzazione del mondo del running: sono sempre più numerose le runners e il loro livello così come le loro esigenze si avvicinano sempre più al mondo dei “malati di corsa” di genere maschile…
[…omissis…]. Ma sono molte altre le corse al femminile che varrebbe la pena di correre…
Chiudo citando il messaggio in occasione della giornata internazionale della donna del Segretario-Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon: “abbiamo l’obbligo di valutare i limiti derivanti dalla disuguaglianza dei sessi e le risorse da impiegare per rimediare a tale deficit” (traduzione italiana grazie ad UNRIC Italia, Bruxelles).
Perchè allora non raccogliere letteralmente l’invito e cominciare coll’equiparare montepremi maschili e femminili (visto che si parla di risorse) nelle varie gare in calendario?
Articolo originale, 8 marzo 2008: podisti.net

2 Comments

  • equiparare i montepremi!
    Namasté

  • Fosse per me, lo imporrei anche subito a regolamento! Diciamo che la tendenza all’equiparazione c’è, ma è ancora debole…

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Quote #8

I like running because it's a challenge. If you run hard, there's the pain -and you've got to work your way through the pain. You know, lately it seems all you hear is 'Don't overdo it' and 'Don't push yourself.' Well, I think that's a lot of bull. If you push the human body, it will respond. (Bob Clarke)